Papa Francesco alla Messa delle Palme: «Nei momenti di tribolazione bisogna tacere»

Papa Francesco alla Messa delle Palme: «Nei momenti di tribolazione bisogna tacere»
di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – «Con la Croce non si può negoziare, o la si abbraccia o la si rifiuta». Papa Francesco celebra la messa delle Palme e denuncia uno dei pericoli più aggressivi e preoccupanti che intaccano la vita delle comunità cristiane: «quella forma sottile di trionfalismo che prende corpo con la mondanità spirituale, che è il maggior pericolo, la tentazione più perfida che minaccia la Chiesa» oggi.

Alla celebrazione, davanti una piazza san Pietro piena di fedeli, si leggono i brani del Vangelo che ricordano l'entrata di Cristo a Gerusalemme e l'inizio degli ultimi giorni di passione, fino alla crocefissione. In questi giorni Papa Francesco ha osservato in totale silenzio le feroci polemiche che sono seguite alla pubblicazione del documento di Ratzinger sulla pedofilia e l'omosessualità nei seminari. Un testo che per come è stato diffuso ha fatto emergere tra i fedeli una spaccatura, una sorta di diarchia, una contrapposizione tra il Papa regnante e quello emerito. Nella omelia pronunciata in piazza San Pietro le parole del Papa, in alcuni passaggi, sono sembrati evocare questo contesto, naturalmente senza alcun riferimento diretto: «Acclamazioni festose e accanimento feroce; è impressionante il silenzio di Gesù nella sua Passione, vince anche la tentazione di rispondere, di essere mediatico. Nei momenti di oscurità e grande tribolazione bisogna tacere, avere il coraggio di tacere, purché sia un tacere mite e non rancoroso. La mitezza del silenzio ci farà apparire ancora più deboli, più umiliati, e allora il demonio, prendendo coraggio, uscirà allo scoperto. Bisognerà resistergli in silenzio, mantenendo la posizione, ma con lo stesso atteggiamento di Gesù. Lui sa che la guerra è tra Dio e il Principe di questo mondo, e che non si tratta di mettere mano alla spada, ma di rimanere calmi, saldi nella fede».

E ancora. «Gesù ci mostra come affrontare i momenti difficili e le tentazioni più insidiose, custodendo nel cuore una pace che non è distacco, non è impassibilità o superomismo, ma è abbandono fiducioso al Padre e alla sua volontà di salvezza, di vita, di misericordia» afferma papa Francesco riprendendo il discorso della tentazione di scivolare in quel «trionfalismo che cerca di avvicinare la meta per mezzo di scorciatoie, di falsi compromessi. Punta a salire sul carro del vincitore».

«Il trionfalismo – ha aggiunto - vive di gesti e di parole che però non sono passati attraverso il crogiolo della croce; si alimenta del confronto con gli altri giudicandoli sempre peggiori, difettosi, falliti...». 
Domenica 14 Aprile 2019, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 07:16
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