Papa Francesco: «C'è chi non vuole figli ma poi ha cani e gatti. Mai negare la maternità»

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Franca Giansoldati
Papa Francesco: «C'è chi non vuole figli ma poi ha cani e gatti. Mai negare la maternità»

Città del Vaticano  - Novità all'udienza generale di Papa Francesco. A partire da oggi sono stati introdotti nell'appuntamento del mercoledì con i fedeli, per la lettura dei saluti nelle diverse lingue, anche dipendenti laici, uomini e donne, di alcuni dicasteri della curia. In genere questo compito era affidato a sacerdoti. Tra i primi a sintetizzare – in spagnolo e in inglese – la catechesi papale sono stati un uomo e una donna, entrambi dipendenti vaticani. 

Papa Francesco per l'occasione ha voluto riprendere il filo del discorso sulla denatalità, evidentemente preoccupato per il calo delle nascite che affligge tutta l'Europa e in particolare l'Italia. Si è rammaricato che i «cani e i gatti spesso occupano posti per i figli», ha incoraggiato a mettere al mondo dei bambini per il «bene della Patria» e ha incalzato i governi a semplificare le legislazioni per facilitare le adozioni. 

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L'adozione non deve spaventare, ha detto, e «non bisogna avere paura di scegliere la via dell'adozione, di assumere il 'rischio' dell'accoglienza».

«Non basta mettere al mondo un figlio per dire di esserne anche padri o madri. Padri non si nasce, lo si diventa. E non lo si diventa solo perché si mette al mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente cura di lui. Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilità della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti. - ha detto Francesco - Penso in modo particolare a tutti coloro che si aprono ad accogliere la vita attraverso la via dell'adozione. Giuseppe ci mostra che questo tipo di legame non è secondario, non è un ripiego. Questo tipo di scelta è tra le forme più alte di amore e di paternità e maternità».

«Quanti bambini nel mondo - ha proseguito Francesco - aspettano che qualcuno si prenda cura di loro! E quanti coniugi desiderano essere padri e madri ma non riescono per motivi biologici; o, pur avendo già dei figli, vogliono condividere l'affetto familiare con chi ne è rimasto privo. Non bisogna avere paura di scegliere la via dell'adozione, di assumere il 'rischio' dell'accoglienza. Auspico che le istituzioni siano sempre pronte ad aiutare in questo senso, vigilando con serietà ma anche semplificando l'iter necessario perché possa realizzarsi il sogno di tanti piccoli che hanno bisogno di una famiglia, e di tanti sposi che desiderano donarsi nell'amore».

 


 

Ultimo aggiornamento: 18:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA