Il Papa corre ai ripari per limitare i danni, in Germania i vescovi preparano riforme su sacerdozio e diaconato

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Papa Francesco corre ai ripari per mettere un po' di pace trai vescovi tedeschi. Nel giorno di San Pietro e Paolo ha indirizzato loro una accorata lettera in cui fa appello all'unità, alla sinodalità, alla capacità di camminare uniti. A non polarizzare ulteriormente le posizioni. All'interno della Chiesa in Germania c'è parecchio maretta tra i vescovi. Lo scontro che si consuma è tra conservatori e progressisti, tra coloro che vorrebbero aperture pastorali, e concedere la comunione ai luterani sposati con cattolici, promuovere una riflessione sul celibato sacerdotale, sulla possibilità per le donne di essere diaconesse e sulla riduzione del potere clericale per impedire il rischio degli abusi di potere che emergono palesemente nelle vicende legate alle violenze su donne o minori. A marzo i vescovi nella plenaria a Lingen hanno stabilito di iniziare un "percorso sinodale vincolante". Una decisione sofferta, maturata dopo un intenso dibattito, e finita senza voti contrari, solo 4 astensioni (su 66 partecipanti). Temi del progetto: potere clericale, morale sessuale, forme della vita sacerdotale, anche un foro speciale per il ruolo delle donne.

Durante questa riunione a Lingen (una piccola città della Basso Sassonia, vicino alla frontiera olandese) ci anche sono state contestazioni, tra cui anche gruppi di donne cattoliche che protestavano a favore di un maggiore riconoscimento, visto che sono escluse dal ministero sacerdotale. Una questione sulla quale è stato messo il veto prima da Giovanni Paolo II e poi da Benedetto XVI.

Il modello al quale stanno lavorando i vescovi tedeschi è un cammino sinodale nazionale che in qualche modo potrebbe ricalcare una cosa analoga fatta dalla Chiesa in Australia, dove i vescovi a suo tempo avevano votato per cosiddetto Concilio plenario (secondo il canone 439), che dovrebbe essere celebrato nel 2020 anche se la Congregazione della Fede pare che non abbia ancora dato una risposta.

La Chiesa tedesca, nonostante i maldipancia interni, è intenzionata ad andare avanti per la sua strada. Per l'inizio di luglio è fissato un incontro con il potente Comitato dei cattolici laici (Zentralkomitee der deutschen Katholiken, ZdK) per cercare di organizzare una grande assemblea in autunno. Una ipotesi che in Vaticano a molti ha fatto venire i brividi nella schiena. Da questo terreno è maturata la lettera del Papa di oggi, alla ricerca di unità e di comprensione. Anche per evitare strappi in avanti.

Secondo uno studio congiunto della Conferenza Episcopale in Germania insieme alla Chiesa Evangelica, le due confessioni sono destinate a dimezzarsi nel 2060. Il calcolo fatto ipotizza che ci saranno solo 22,7 milioni tra cattolici e protestanti su una popolazione ipotizzata di 70 milioni. Adesso cattolici e protestanti contano insieme 44,8 milioni su una popolazione di 80 milioni circa. E' chiaro che la Chiesa perde capacità di attrattiva sulla gente e, di conseguenza, anche contributi finanziari (i vescovi tedeschi, assieme a quelli americani, sono i maggiori contributori del Vaticano).

 
Sabato 29 Giugno 2019, 12:45 - Ultimo aggiornamento: 29-06-2019 12:47
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