Papa Francesco inaugura a Trastevere la sede delle Scuole del dialogo per ragazzi disagiati

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano  - Papa Francesco domani, a Trastevere, inaugurerà la sede romana di Scholas Occurrentes, l’organismo fondato a Buenos Aires dall’allora arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, per promuovere le scuole popolari nelle favelas. Un progetto che in pochi anni è stato esportato in diverse realtà dell'America Latina e ora dell'Italia.  Bergoglio ha voluto dotare questa realtà di una configurazione giuridica particolare, facendola diventare Fondazione Vaticana e affidandole una sede negli uffici del Palazzo San Calisto, che gode di extraterritorialità ed ospita diversi dicasteri vaticani.

Le Scholas Occurrentes o scuole per il dialogo si sono diffuse in quindici paesi, grazie al sostegno di generosi benefattori e delle amministrazioni locali. A coordinare la reta è un teologo argentino, Del Corral, direttore dell’istituto San Martín de Tours di Buenos Aires che condivide la preoccupazione di Francesco di togliere dai margini della società una «generazione a rischio scarto». Ragazzi senza mezzi, spesso con alle spalle famiglie inconsistenti, povere, problematiche, che vivono il presente senza avere prospettive né domani. Francesco ha proposto di abbattere i muri e aprire le porte. Il risultato è una rete internazionale di scuole – pubbliche, private, confessionali e non – in diversi paesi. Una specie di aula-globale dove ragazzi di ogni cultura e religione si scambiano, virtualmente, esperienze, si confrontano, imparano a convivere. Dei laboratori il cui scopo è cambiare il mondo attraverso un’educazione inclusiva. Una utopia, un sogno ma per certi versi una prospettiva concreta.

La sede romana aiuterà la rete a diffondersi anche in Italia. Aderire è facile: è sufficiente che il direttore di un determinato istituto lo accrediti sul sito www.scholasoccurrentes.org, impegnandosi a condividere con gli altri «progetti, illusioni, utopie», ha spiegato Del Corral a Radio Vaticana. «Siamo partiti senza budget né struttura. La formula ha funzionato e ora c’è molta richiesta. Ovunque vada, ci sono persone interessate. Perfino una detenuta di un carcere minorile di San Salvador mi ha esortato ad andare avanti per aiutare gli altri giovani, fuori». Passo dopo passo, dunque, la rete è aumentata. Ora, su richiesta di Unicef, le Scholas realizzeranno vari progetti in America Centrale.
Giovedì 8 Giugno 2017, 15:16 - Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 01:54
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP