Papa Francesco ascolta le vittime a Dublino: storie crudeli e terribili tra lacrime e preghiere

di Franca Giansoldati

Dublino – E' stato un incontro lunghissimo e infinito come il dolore racchiuso negli occhi di quelle 8 vittime, ormai adulte, sopravvissute ai traumi di un abuso terribile, commesso da chi avrebbe dovuto proteggerle e non violentarle, da chi avrebbe dovuto restare fedele alle parole di Gesù ma che, invece, ha approfittato di chi era più debole e indifeso. Papa Francesco ha incontrato nella cappella della nunziatura in Irlanda otto persone. Con loro ha pregato, ha sostato in silenzio, le ha ascoltate, le ha accarezzate.

Le vittime erano guidate da Maria Collins, la signora irlandese abusata quando aveva 13 anni e che per prima, ai tempi di Benedetto XVI, ha avuto il coraggio di venire a Roma a raccontare la sua storia alla Gregoriana, davanti a cardinali e vescovi, per fare capire loro quanto è esteso il male che si trascina senza avere mai una giustizia.

Ad incontrare il Papa c'era anche Paddy McCafferty, oggi è un sacerdote che fu abusato quando frequentava il seminario a Wexfort e Bernardette Fahy, una signora che è cresciuta in un orfanotrofio tristemente conosciuto per le crudeltà che venivano inflitte ai bambini. Proprio come nel film Magdalene. Anche Paul Redmond ha avuto modo di sintetizzare una vicenda simile, anche lui è cresciuto in una struttura entro la quale avvenivano soprusi e crudeltà verso i bambini. La sua storia la ha raccontata in un libro intitolato La macchina delle adozioni.Il fatto è che violenza e pedofilia erano mali endemici nelle istituzioni religiose d’Irlanda tra gli anni Trenta e Novanta del Novecento. 
Sabato 25 Agosto 2018, 21:27 - Ultimo aggiornamento: 25-08-2018 21:28
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