Papa Francesco fa levare il suo nome da una mostra dei Musei Vaticani: irritato per i costi del convegno

Lunedì 20 Settembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco fa levare il suo nome da una mostra dei Musei Vaticani: irritato per i costi del convegno

Città del Vaticano – Niente sperpero inutile di denaro. «Chi paga?». Papa Francesco ha fatto togliere forzatamente il suo nome da una mostra collegata a un maxi convegno organizzato dai Musei Vaticani in collaborazione con gli Uffizi per il quinto centenario della morte di Raffaello. Il titolo individuato per il simposio doveva essere inizialmente: “I Santi di Pietro e Paolo di Raffaello e fra Bartolomeo” con l'impegnativo sottotitolo: “Un omaggio di Papa Francesco ai Patroni di Roma”. Poi però è arrivata la doccia scozzese. Da qui l'ordine di togliere il nome del Papa. Il nuovo titolo è stato sintetizzato così: «Raffaello in Vaticano». Un cambiamento che nessuno aveva preventivato. Praticamente una frittata.

Pensare che era già quasi tutto pronto e stampato quando Francesco, evidentemente informato dai suoi collaboratori, non avrebbe gradito che in un momento di grande austerity come questo, con una crisi economica che morde anche al di là del Tevere - tanto da aver imposto a tutte le amministrazioni curiali una vistosa dieta dimagrante (compreso il divieto di fare convegni) - venisse dato spazio ad un evento collegato al suo nome, sotto forma di omaggio. 


Probabilmente non deve essergli piaciuta l'impostazione organizzativa  che la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, aveva pensato di strutturare in vista delle giornate di studio che inizieranno lunedì 27 settembre e si protrarranno per tre giorni. Nella versione definitiva del convegno viene spiegato che a causa dell'emergenza sanitaria «è possibile seguire il convegno solo on line e in diretta streaming». 

Tra la prima versione e la seconda sono così stati cancellati anche i pranzi per le decine di convegnisti, le visite a Villa Madama con la cena di gala prevista, il cocktail di benvenuto e persino la visita riservata della Loggetta e della Stufetta del cardinale Bibbiena (anche questa resa off limits per un intervento arrivato dall'alto). I collaboratori di Papa Francesco avrebbero obiettato che i costi relativi a soggiorni, spostamenti, logistica e gettoni di presenza erano per forza di cose ingiustificati dato il momento critico.


A causa del Covid il convegno dedicato a Raffaello per il quinto centenario della sua nascita era stato rimandato già diverse volte. Lo scopo era quello di annunciare che sono terminati i lavori del cantiere pilota che, in futuro, una volta che si troveranno i fondi, servirà per portare avanti il restauro della Loggia di Raffaello. Il cantiere pilota localizzato nella campata con le storie di Giacobbe servirà per il restauro degli affreschi della seconda loggia, ma a questo punto chissà quando. 

 

 


Tra i relatori che sono stati chiamati a parlare al convegno dalla direttrice Jatta c'è anche Antonio Paolucci, l'ex direttore dei Musei Vaticani, suo predecessore e grande esperto di Raffaello. 
L'incidente provocato dal convegno (tanto da avere sollevato le perplessità papali) è solo l'ultimo episodio di una serie di problemi che hanno come sfondo i Musei Vaticani.

Uno dei guai maggiori – finito sul tavolo dei vertici vaticani - coinvolge il costoso restauro del Cortile della Pigna. Nonostante il grande ammontare delle risorse spese è stato bloccato per i danni emersi in alcuni punti dell'intonaco. A questo caso si è aggiunta l'installazione del grande ascensore di cristallo costruito per portare nel Cortile Quadrato i visitatori. Inizialmente il progetto doveva essere di mattoni, e su ogni mattone i Patrons – finanziatori stranieri – avrebbero apposto il proprio nome, secondo gli accordi presi.

Il progetto, però, è stato cambiato in corso d'opera ed è stato realizzato solo in cristallo e acciaio. Una modifica non da poco visto che con le alte temperature estive quell'ascensore privo di aria condizionata si trasforma in una specie di forno con il potenziale rischio di provocare malori tra i turisti. Al momento sembra che non ci siano spazi sufficienti per inserire i condizionatori. Insomma un autentico pasticcio ancora da risolvere.

Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA