Papa Francesco: «Ho 33 cm di intestino in meno. Becciu? Va processato, ma spero sia innocente»

Mercoledì 1 Settembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco: «Ora ho 33 centimetri di intestino in meno». L'intervento il 4 luglio scorso

Città del Vaticano – Papa Francesco a quasi 85 anni vive con 33 centimetri di intestino in meno. L'intervento chirurgico al quale si è sottoposto il 4 luglio scorso grazie ad un infermiere vaticano ha comportato una operazione più complessa del previsto dalla quale si sta riprendendo. Ne parla lui stesso nella intervista fiume concessa alla radio spagnola Cope per mettere a tacere le voci malevole sulla sua infermità e su possibili dimissioni (che il Papa di fatto rispedisce al mittente affermando che ogni volta che si parla di malattia prende a circolare impropriamente «un'aria di conclave»).

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«Mangio di tutto con regolarità, uso farmaci adeguati. Il mio cervello deve registrare che ora ho 33 centimetri di meno» afferma. Francesco risponde con voce evidentemente affaticata e non si sottrae a nessuna domanda, nemmeno a quelle relative al processo in corso sul palazzo di Londra che tra i dieci imputati vede rinviato a giudizio – per la prima volta – un cardinale (Angelo Becciu).

A Francesco viene chiesto se teme di più che Becciu sia dichiarato colpevole o non colpevole, visto che lui stesso ha dato il permesso di metterlo sotto processo. La traduzione letterale spagnola è questa: «Va sotto processo secondo la legge vaticana. Un tempo, i giudici dei cardinali non erano i giudici di stato come oggi, ma il capo dello stato. Spero con tutto il cuore che sia innocente. Inoltre, è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima come persona, quindi il mio augurio è che ne esca bene. Ma è una forma affettiva della presunzione d'innocenza, andiamo. Oltre alla presunzione di innocenza, voglio che ne esca bene. Ora spetta ai tribunali decidere» risponde.

 

Un altro argomento importante che non viene eluso riguarda l'incontro con il presidente Orban che avverrà in Ungheria a metà settembre. Su questo incontro si è speculato parecchio visto che alcuni giornali stranieri avevano affermato che il pontefice non avesse piacere ad incontrarlo per le posizioni sovraniste e anti-immigrati di Orban. «Questo viaggio potrebbe essere un po' speciale ma alla fine sarà come sempre». E ancora. «Non so se incontrerò anche lui (il premier ungherese nrd). In un salone riceverò diverse autorità. Non viaggio con un libretto. Attendo chi viene da me e lo guardo negli occhi».Di fatto a Orban non è stato concessa una udienza a parte, singola, ma solo un incontro collettivo. 

Sulla politica estera, invece, Francesco riflette sul ritiro afgano e osserva che si poteva «fare diversamente». Poi parla a lungo del diavolo, della sua presenza nella vita delle persone, delle sue azioni per dividere e seminare rancori, odi, zizzania. «Esistono diavoli educati. Io ho terrore di questi diavoli».

A chi lo accusa di stare rivoluzionando troppo la Chiesa con l'introduzione di riforme e altre novità, ultima delle quali il divieto di celebrare la messa in latino (salvo autorizzazioni diocesane da parte dei singoli vescovi) Bergoglio risponde di non avere «inventato nulla. Io ho fatto, e farò, solo quello che hanno detto i cardinali del Conclave. Non c'è nulla inventato da me».

Infine rivela di aver inviato una lettera ai vescovi della Germania sul percorso sinodale che stanno facendo, un processo apertosi due anni fa che si sta rivelando davvero rivoluzionario poiché la maggioranza dei credenti e dei vescovi chiede a Roma più coraggio per diverse aperture come le donne prete, l'abolizione del celibato sacerdotale, la intercomunione con i luterani, la trasparenza nelle finanze e nella gestione dei casi di pedofilia. 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA