Papa Francesco consola i familiari dei desaparecidos cileni, vittime di Pinochet

di Franca Giansoldati

IQUIQUE (CILE) - Hector oggi ha i capelli imbiancati ma quando c'era Pinochet era un ragazzino che ha assistito a quando suo fratello, nel 1973, fu preso e portato via dai militari della giunta militare. Da allora di lui non si è più saputo nulla. Uno dei tanti desaparecidos durante il periodo buio del Cile. Hector ha incontrato Papa Francesco e si è fatto portavoce del dolore di migliaia di familiari che, come lui, cercano ancora una risposta. «Nelle sue mani metto la speranza di incontrare i nostri detenuti scomparsi negli anni passati. Allo stesso modo voglio dire che la Chiesa cilena ha fatto un grande lavoro per la promozione e la difesa dei diritti umani».

L'incontro non è durato tanto perchè l'agenda di Papa Bergoglio è piuttosto serrata ma l'impatto simbolico è altissimo per i cileni. Hector ha lanciato un appello chiedendo al Papa aiuto perchè gli apparati militari e di governo possano collaborare «in questa crociata umanitaria  che possa permettere ai familiari dei desaparecidos di raggiungere la pace e la serenità interiore». Chiedono risposte, l'apertura degli archivi, documentazione vecchia e sepolta ma ugualmente imbarazzante per il Paese 
Giovedì 18 Gennaio 2018, 18:37 - Ultimo aggiornamento: 18-01-2018 18:57
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