Pedofilia, il cardinale Barbarin accusato di aver insabbiato violenze di un prete sugli scout

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – «Abbi il coraggio di dimetterti». Mentre in Italia il dossier pedofilia rimane sottotraccia e silente, visto che non è mai deflagrato a livello nazionale nonostante i diversi casi che in questi anni hanno interessato tanti tribunali civili (Savona, Milano, Napoli, Brindisi, Taranto, Potenza solo per citarne alcuni), in Francia esplode con forza e si riapre il caso del cardinale Barbarin, accusato di avere insabbiato il caso di un prete pedofilo. Il dibattito nazionale è stato aperto da un sacerdote, Piere Vignon, della diocesi di Valenza che ha lanciato sui social una petizione per domandare all'arcivescovo di Lione di dare le dimissioni proprio per come in passato ha gestito il caso del pedofilo padre Preynat.  

L'iniziativa di Vignon è la risposta diretta alla lettera che il Papa ha inviato «Al popolo di Dio» due giorni chiedendo maggiore energia per debellare la piaga della pedofilia nella Chiesa. Barbarin è già finito nei guai con la giustizia civile  per non avere denunciato il prete orco, anche se l'arcivescovo si è sempre difeso sostenendo di avere fatto tutto quello che era in suo potere. Barbarin sarebbe venuto a conoscenza delle violenze sugli scout solo nel 2007 anche se i fatti incriminati si riferiscono ad un periodo precedente (tre il 1986 e il 1991). Le associazioni delle vittime non gli risparmiano feroci critiche per come ha  gestito la denuncia.

Nel 2016 Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano il cardinale Barbarin. Pochi giorni dopo l'udienza l'arcivescovo di Lione ha rilasciato una intervista in cui spiegava che il pontefice gli dava fiducia dicendogli che non doveva dimettersi. Barbarin riferiva: «È vero, mi ha detto in generale Francesco,  che non è facile giudicare i fatti decenni dopo, in un altro contesto. La realtà non è sempre chiara. Ma per la Chiesa, in questo campo, non può esserci prescrizione».

Barbarin sarà chiamato a comparire in tribunale assieme al cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Due anni fa il tribunale di Lione aveva archiviato la posizione di Barbarin ma altre vittime hanno presentato un secondo ricorso, con il conseguente passaggio ancora da definire in aula. 






 
Mercoledì 22 Agosto 2018, 15:02 - Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 14:08
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