Santa Sofia-moschea, alla preghiera islamica c'è il tutto esaurito: chiese ortodosse in lutto nel mondo Diretta

Venerdì 24 Luglio 2020 di Franca Giansoldati
Santa Sofia-moschea, alla preghiera islamica c'è il tutto esaurito: chiese ortodosse in lutto nel mondo

Istanbul – Tutto esaurito per la trasformazione in moschea di Santa Sofia. L'emergenza Covid ha imposto un tetto agli ingressi per la cerimonia di riconversione dell'ex basilica bizantina - dal XV secolo moschea, poi museo dal 1935 e ora, dopo la decisione di Erdogan, di nuovo moschea. E' la prima preghiera del venerdì che si tiene del magnifico complesso artistico da 86 anni in qua. Alla cerimonia del monumento saranno presenti anche il presidente Recep Tayyip Erdogan e 500 dignitari. Era stato invitato anche Papa Francesco, secondo quanto aveva affermato il portavoce del presidente turco.

 


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I leader della Chiesa ortodossa oggi rispettano un giorno di lutto per la decisione di trasformare la basilica in luogo di culto islamico, in sfregio a qualsiasi accordo internazionale intrapreso persino con l'Unesco, tanto che tutti i patriarchi intervenuti (il russo Kirill, Bartolomeo, il serbo Irenei) hanno parlato apertamente di uno schiaffo, di una ferita che si apre, di un passaggio increscioso che potrebbe avere ripercussioni nei rapporti tra cristiani e musulmani. Papa Francesco all'Angelus si era limitato a manifestare la sua profonda tristezza, assieme ad altre conferenze episcopali (ad eccezione di quella italiana che finora ha rispettato un singolare silenzio). 

Alla cerimonia religiosa all'interno dell'edificio sara' ammesso circa un migliaio di persone per ragioni di sicurezza legate al coronavirus. La solenne preghiera del venerdi' verra' officiata dal responsabile della Presidenza per gli affari religiosi (Diyanet), Ali Erbas, con la partecipazione delle autorita'. Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di aver realizzato il suo «piu' grande sogno" riconvertendo quella che per quasi un millennio è stata la basilica piu' grande della cristianita', prima di essere trasformata in moschea con la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453 

Ai partecipanti che possono accedere attraverso 11 checkpoint, e' stato chiesto di portare mascherine e tappetini personali per la preghiera. Imponenti le misure di sicurezza predisposte, con circa 20 mila agenti e oltre 700 operatori sanitari schierati.

Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, invece, avversario di Erdogan, non partecipera' alla cerimonia di inaugurazione della moschea di Santa Sofia anche perchè non ha ricevuto nessun invito per la cerimonia. Lo riferisce il quotidiano turco "Sozcu".

A partire dalle 13:10 turche (12:10 italiane), si svolgera' la prima preghiera musulmana con la quale, secondo le regole coraniche, verrà riconvertita ufficialmente in moschea.

I media turchi hanno diffuso la lista partecipanti, degli invitati e di coloro che hanno rifiutato. Per esempio Ali Babacan, leader del partito della Democrazia e del Progresso (Deva), ha dichiarato di non avere ricevuto alcun invito, ma di prendere in considerazione la possibilita' di recarsi presso la moschea. Mentre il capo della principale formazione d'opposizione - il Partito popolare repubblicano (Chp) - ha rifiutato l'invito; Kemal Klicdaroglu ha sostenuto di non trovare corretto pregare di fronte alle telecamere. Tra chi non partecipera' figura anche la leader del partito d'opposizione Merel Aksener in quarantena a causa del coronavirus. 

Mentre Erdogan si preoccupa di catturare le simpatie dei suoi elettori e ricompattare il fronte più ortodosso, ieri il premier libico, Fayez al Sarraj, ha incontrato a Istanbul il ministro degli Esteri del Qatar e l'ambasciatore del Qatar presso il governo di Tripoli, Muhammad Nasser Al Thani. Si è parlato degli sviluppi della situazione in Libia delle relazioni bilaterali tra il Qatar e la Libia. Le due parti – secondo l'agenzia Nova - hanno ribadito il sostegno alla soluzione politica alla crisi libica in conformità con l'accordo di Skhirat, le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu e i risultati della conferenza di Berlino.

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