Avvocati: la lombosciatalgia acuta
non basta per evitare l'udienza

«Per essere ritenuto legittimo l'impedimento del difensore deve essere prontamente comunicato, con la conseguenza che la comunicazione pervenuta il giorno stesso dell'udienza è da ritenere intempestiva (cfr. Cass., sez. I, 11.5.1998, n. 6528, rv. 210711)».

Nel ribadire tale principio, la Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penalenella sentenza del 21 gennaio 2019 (Pres.: Gallo - Relatore: De Crescienzo - udienza 13.7.2018) ha, inoltre, ritenuto generica la ragione che, nell'ottica difensiva, giustificherebbe il legittimo impedimento a comparire, consistente in una «lombosciatalgia acuta», tale da imporre, secondo la allegata certificazione del medico curante, «tre giorni di assoluto riposo e di cura», salve complicazioni, con «impossibilità» per il difensore di viaggiare. 

Ad avviso della Suprema Corte in tale attestazione, infatti, difetta una precisa descrizione dell'intensità dello stato patologico accertato e la sua effettiva attitudine a determinare la dedotta impossibilità a lasciare l'abitazione.

Questi ultimi sono elementi essenziali per la valutazione della fondatezza, serietà e gravità dell'impedimento, «non riscontrabili laddove si tratti di una diagnosi e di una prognosi che, secondo nozioni di comune esperienza, denotino l'insussistenza di una condizione tale da comportare l'impossibilità di comparire in giudizio, se non a prezzo di un grave e non altrimenti evitabile rischio per la propria salute». 
Lunedì 18 Febbraio 2019, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 12:03
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