Avvocati: la lombosciatalgia acuta
non basta per evitare l'udienza

Lunedì 18 Febbraio 2019
«Per essere ritenuto legittimo l'impedimento del difensore deve essere prontamente comunicato, con la conseguenza che la comunicazione pervenuta il giorno stesso dell'udienza è da ritenere intempestiva (cfr. Cass., sez. I, 11.5.1998, n. 6528, rv. 210711)».

Nel ribadire tale principio, la Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penalenella sentenza del 21 gennaio 2019 (Pres.: Gallo - Relatore: De Crescienzo - udienza 13.7.2018) ha, inoltre, ritenuto generica la ragione che, nell'ottica difensiva, giustificherebbe il legittimo impedimento a comparire, consistente in una «lombosciatalgia acuta», tale da imporre, secondo la allegata certificazione del medico curante, «tre giorni di assoluto riposo e di cura», salve complicazioni, con «impossibilità» per il difensore di viaggiare. 

Ad avviso della Suprema Corte in tale attestazione, infatti, difetta una precisa descrizione dell'intensità dello stato patologico accertato e la sua effettiva attitudine a determinare la dedotta impossibilità a lasciare l'abitazione.

Questi ultimi sono elementi essenziali per la valutazione della fondatezza, serietà e gravità dell'impedimento, «non riscontrabili laddove si tratti di una diagnosi e di una prognosi che, secondo nozioni di comune esperienza, denotino l'insussistenza di una condizione tale da comportare l'impossibilità di comparire in giudizio, se non a prezzo di un grave e non altrimenti evitabile rischio per la propria salute». Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 12:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA