Frutta e ortaggi a peso d'oro: prezzi triplicati nei negozi

Venerdì 17 Aprile 2020 di Oronzo MARTUCCI
Frutta e ortaggi a peso d'oro: prezzi triplicati nei negozi
I prezzi pagati ai produttori agricoli in alcuni casi sono diminuiti di almeno il 30 per cento rispetto allo scorso anno, ma quelli di vendita si sono triplicati, arrivando a toccare il costo di 3,40 euro al chilo per i peperoni, 5 euro per le fragole, 3,50 per le zucchine. È l'allarme lanciato da Coldiretti Puglia i cui dirigenti aggiungono che «dai limoni alle arance, dalle zucchine ai peperoni, fino alle melanzane e alle fragole, l'aumento dei prezzi per i consumatori è cresciuto ad un tasso superiore di 40 volte quello dell'inflazione e rappresenta un pericoloso segnale di allarme sullo sconvolgimento in atto sul mercato di frutta e verdura con le difficoltà nelle esportazioni, la chiusura delle mense e dei ristoranti e la mancanza di lavoratori stranieri che alimentano anche speculazioni con compensi che in molti casi non coprono neanche i costi di produzione degli agricoltori».

«È deflazione nei campi dove agli agricoltori si vedono pagare dall'ortofrutta all'olio oltre il 30% in meno rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, per colpa delle distorsioni lungo la filiera che provoca pesanti squilibri, mentre i consumatori pagano prezzi altissimi», sottolinea Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. «È necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole, minacciato e indebolito dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all'industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto, a pochi centesimi - aggiunge -. Serve una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale per garantire che dietro tutti i prodotti agricoli e agroalimentari in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguardi l'ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore».

La proposta di Coldiretti, per evitare di subire prezzi fuori mercato è quella di «comperare direttamente dagli agricoltori nelle fattorie e nei mercati di Campagna Amica che in molte città ha organizzato anche servivi di consegna a domicilio ma anche nei negozi e nei centri della grande distribuzione e di privilegiare l'acquisto di frutta e verdura nazionali riconoscibile dall'obbligo di indicare l'origine su etichette e cartellini».
Più di un quarto dei prodotti agroalimentari del Made in Italy a tavola viene raccolto nelle campagne dagli stranieri che arrivano ogni anno dall'estero, fornendo il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie, secondo stime della Coldiretti. «Il blocco delle frontiere, come conseguenza della pandemia in corso, ha fatto venire meno la presenza di gran parte dei lavoratori stranieri che garantivano 973mila giornate solo in provincia di Foggia (dati relativi al 2018)% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore e la cui presenza era necessaria e certificata in tutte le altre province della regione», aggiunge Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

L'associazione dei coltivatori, per combattere le difficoltà occupazionali e garantire le forniture alimentari, ha creato la banca dati Jobincountry, strumento che consentirà a tanti cassaintegrati, studenti e pensionati italiani che si sono già proposti lo svolgimento dei lavori nelle campagne, «ma affinché diventi operativo è necessario avviare un percorso di radicale semplificazione del voucher», specificano dall'associazione.
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