Rieti, Federico: dopo un anno di attesa
arriva il trapianto di cuore


Mercoledì 15 Aprile 2020 di Samuele Annibaldi
Federico e Ciro Immobile

RIETI - «Mai nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di sorgere». Si può riassumere in una delle più celebri frasi del poeta e scrittore Paulo Coelho, la vicenda di Federico Tocci, il bambino di 12 anni di Casperia ricoverato da un anno al Bambino Gesù di Roma, in attesa di trapianto di cuore. Come l’arcobaleno che colora il cielo dopo la pioggia, la notizia tanto attesa è arrivata: Federico ha un cuore nuovo.

L'intervento
L’intervento è stato eseguito nell’ospedale romano dove il piccolo era ricoverato dall’aprile di un anno fa e nel quale era tenuto in vita da un cuore artificiale in attesa di trapianto. Operazione lunghissima e complessa diranno i medici, durata 16 ore con due équipe impegnate e tecnicamente riuscita. Federico è ora tenuto sedato nel reparto di terapia intensiva con i genitori, Emiliano ed Eleonora, che fanno la spola tra la Sabina e la Capitale nei momenti durante i quali gli è concesso di vederlo.
Nel comunicato dell’ospedale è riassunto un anno di storia, fino al lieto epilogo avvenuto in tempo di Coronavirus e che Federico, i suoi genitori e l’intera comunità di Casperia che tanto ha pregato per lui, non dimenticheranno mai. «Buone notizie in tempo di Covid-19 aiutano a guardare con ottimismo il futuro. All’ospedale Bambino Gesù sono stati eseguiti quattro trapianti di organi. I chirurghi dell’ospedale della Santa Sede hanno impiantato un cuore, un fegato e due reni in quattro piccoli pazienti in lista di attesa. Tutti sono ora in buone condizioni assistiti in terapia intensiva».
Nello specifico, l’intervento eseguito su Federico: «Il trapianto di cuore ha richiesto 16 ore – dalle 4 alle 20 di martedì 7 aprile e l’intervento di 2 équipe del dipartimento Medico-chirurgico di Cardiologia Pediatrica. Si è trattato di un caso particolarmente complesso: il ricevente, un ragazzo di 12 anni, era ricoverato già da un anno al Bambino Gesù in quanto la patologia da cui era affetto – una cardiomiopatia restrittiva – aveva richiesto l’impianto di un cuore artificiale doppio, sia per il ventricolo destro che per quello sinistro. Il cosiddetto Cuore di Berlino è il dispositivo più utilizzato in età pediatrica per pazienti di basso peso in attesa di trapianto: si tratta di un cuore artificiale paracorporeo che mentre assicura la sopravvivenza del paziente non ne consente però la dimissione a casa. Ecco il perché della lunga permanenza del ragazzo operato in ospedale dove ha potuto frequentare anche la scuola in prima media».

La storia
I genitori che da un anno si danno il cambio, oltre che i medici e tutto il personale del nosocomio pediatrico, in questo momento di grande gioia hanno voluto ringraziare tramite Il Messaggero di Rieti, che fin dall’inizio ha seguito la vicenda del piccolo Federico dedicando diversi articoli, tutti coloro che sono sempre stati vicino alla loro famiglia: tutta comunità di Casperia e quella parrocchiale che ha organizzato diverse veglie di preghiera, le associazioni, su tutte l’Aido, l’Arma dei carabinieri che ebbe modo dalla stazione di Casperia di far visita a Federico in ospedale, le istituzioni dai Comuni alla Comunità montana e la Polizia locale dell’Unione Nova Sabina dove lavora il papà Emiliano e i diversi personaggi che hanno portato una parola di conforto a Federico in questo lungo anno di ricovero dal regista Matteo Garrone fino al bomber della Lazio, Ciro Immobile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA