CORONAVIRUS

Attivato all’Oasi francescana di Greccio il primo “Covid Hotel” assistito del Reatino. Il vescovo: «Messaggio d'amore»

Venerdì 27 Novembre 2020

RIETI - A partire da oggi, 27 novembre, entra in funzione il primo “Covid Hotel” assistito presente sul territorio della provincia di Rieti, presso l’Oasi Francescana Gesù Bambino di Greccio. 

La struttura protetta per pazienti malati di Covid, è dotata di 92 posti letto complessivi, tutti in camera singola.  

La struttura protetta, gestista per la parte sanitaria e logistica da personale sanitario e socio sanitario della Asl di Rieti, può accogliere soggetti positivi per Covid-19, con sintomi lievi ma stabili e senza gravi comorbilità in atto, asintomatici, non critici, o in via di guarigione, autosufficienti, potenzialmente assistibili a domicilio che, in ragione del necessario isolamento e in mancanza di un supporto familiare e/o idoneità dell’abitazione, possono essere assistiti presso tale struttura.  

La nota della diocesi di Rieti

È stato attivato oggi, venerdì 27 novembre, il Covid Hotel realizzato presso l’Oasi “Gesù Bambino” di Greccio. La struttura è stata messa a disposizione della Asl di Rieti dalla Provincia dei Frati Minori di San Bonaventura su indicazione del vescovo Domenico Pompili, con il contributo della Chiesa di Rieti e della Fondazione Varrone. L’edificio immerso nel verde ospiterà pazienti Covid-19 positivi asintomatici, non critici o in via di guarigione, autosufficienti, che non possono essere assistiti a domicilio per impossibilità di isolamento, di assistenza, di supporto familiare.

L’alloggio sarà ad uso esclusivo degli utenti indicati dalla Asl di Rieti ed è fatto divieto assoluto di ricevere visite. Oltre agli ospiti, potranno accedere alla struttura esclusivamente il personale in servizio, i fornitori autorizzati e il personale sanitario.

«Al di là degli evidenti aspetti pratici – spiega il vescovo Domenico – nella scelta di Greccio risuona il messaggio di amore e accoglienza del Natale e del presepe. A pochi metri dal luogo in cui san Francesco volle vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato a nascere Gesù per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, vengono infatti accolte alcune tra le persone più fragili di questo tempo difficile».

Sulla stessa linea il Ministro provinciale padre Massimo Fusarelli: «I Frati Minori sono lieti di poter condividere questo ampio spazio con persone vulnerabili e fragili a causa dell’attuale pandemia, nello spirito che ha condotto san Francesco tra coloro che al suo tempo erano affetti da altri tipi di contagio. L’esperienza di misericordia che il Poverello ha fatto anche in questa Valle di Rieti, continui a ispirarci oggi, per non lasciarci inaridire umanamente e spiritualmente da quanto sta accadendo».

«Al termine di un lavoro importante e sinergico che ha coinvolto numerose professionalità e di un grande sforzo organizzativo – sottolinea il direttore generale della Asl di Rieti, Marinella D’Innocenzo – siamo in grado di rendere operativa la prima struttura protetta per malati Covid presente sul territorio della provincia di Rieti. In questo modo sarà possibile dare una risposta concreta nella presa in carico dei pazienti Covid e delle loro famiglie, anche per quanto riguarda soluzioni a problematiche che non sono esclusivamente di carattere sanitario, ma che comprendono anche il coinvolgimento della sfera sociale. Chi non dispone di condizioni di sicurezza a casa propria, potrà essere accolto nella struttura alberghiera. Si tratta di una soluzione importante per garantire l’isolamento e un livello di cura intermedia per i malati di Coronavirus in sicurezza».

La nota del consigliere regionale Fabio Refrigeri

«Con l’apertura del Covid hotel all’Oasi di San Francesco a Greccio nella nostra provincia si attiva un ulteriore fondamentale strumento per contrastare la diffusione del virus.

Con 92 posti letto in camera singola gestiti completamente dal personale socio sanitario della Asl di Rieti potrà essere garantita in piena sicurezza l’assistenza per coloro che non hanno la possibilità di mantenere il necessario isolamento presso i loro domicili o perché senza supporto familiare o perché le loro abitazioni non sono idonee.

Questa struttura dovrebbe essere ampiamente in grado di coprire le necessità del territorio reatino, per questo invito tutti i sindaci a continuare a segnalare di volta in volta i soggetti che hanno difficoltà oggettive a rispettare l’isolamento necessario, in modo da riuscire a fermare per tempo la catena dei contagi ed evitare l’insorgere di pericolosi focolai per le loro comunità».

Ultimo aggiornamento: 18:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA