Scuola caos, mancano troppi docenti e lo Snals denuncia: le graduatorie sono sbagliate

Domenica 13 Settembre 2020 di Samuele Annibaldi

RIETI - I primi istituti pronti a riaprire sono circa il 30 per cento nel Reatino, con la prima campanella che suonerà domani mattina. Adeguamenti per il rientro in sicurezza di alunni e docenti non ancora completati dappertutto, il problema delle scuole sedi di seggio e i lavori di edilizia leggera non terminati, sono invece le motivazioni che di fatto hanno fatto chiedere alla maggioranza delle scuole un differimento dell’inizio. Per tutti però, la grande incognita è quella delle cattedre vuote.

Cattedre vuote. Quante saranno esattamente è difficile dirlo ora, così come non è facile prevedere al 24 settembre quanto personale mancherà ancora e quali saranno i tempi necessari perché si possa lavorare a pieno regime. E’ impensabile, in ogni caso, che anche dopo lo slittamento non ci siano posti ancora da riempire, specialmente nel sostegno. Un tema scottante, in un momento di emergenza sanitaria dove la presenza del corpo docenti al completo per una scuola può davvero fare la differenza. Non più tardi della scorsa settimana lo Snals di Rieti col suo segretario Luciano Isceri (nel tondo), aveva definito la situazione come «la cronaca di un disastro annunciato».

Il fabbisogno annuale degli organici ogni anno fa i conti con trasferimenti e pensionamenti, le graduatorie per alcuni cattedre esaurite e i concorsi per i quali i tempi saranno realisticamente lunghissimi non producono altro che il ricorso a supplenze, che infoltiscono il precariato, le chiamate dei Mad (Messi a disposizione) e non coprono che una minima parte del reale fabbisogno. Si inizierà dunque con orari ridotti quasi ovunque in attesa che gli organici pian piano vengano coperti. Per molte scuole un aiuto arriva dalle assegnazioni aggiuntive date in dotazione per l’emergenza Covid ma il problema non sarà comunque risolto in maniera definitiva. Un altro problema che era stato sollevato da Luciano Isceri è quello delle Graduatorie provinciali piene di errori.

Graduatorie sbagliate. «Avevamo più volte detto che le procedure per le Gps, incubo per centinaia di docenti e aspiranti docenti per tutta l’estate 2020, erano piene di difficoltà e criticità e che sarebbe stato necessario che il Ministero avesse ascoltato le continue sollecitazioni dei sindacati scuola. Dopo la pubblicazione delle graduatorie nella nostra provincia, abbiamo riscontrato dati sconcertanti a iniziare dalla banca dati dei servizi del Ministero, al mancato riconoscimento di titoli culturali per alcune discipline e non per altre, con docenti a cui non è stato riconosciuto il servizio prestato sul sostegno dopo averlo svolto e servizi riconosciuti in altre discipline».

© RIPRODUZIONE RISERVATA