Gelo Zingaretti-Raggi sull'agenzia del farmaco. La sindaco: «Portarla a Roma non è una priorità»

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Scatta la sfida Roma-Milano per ospitare l'Agenzia europea del farmaco, che fino alla Brexit aveva sede a Londra ma ora sarà costretta a migrare. Il sindaco meneghino Beppe Sala è già volato nella City per candidare Milano, adesso tocca alla Capitale, o meglio al Lazio. Perché Campidoglio trapela un certo gelo su questa possibilità: «Non è una priorità per i romani», è la reazione ufficiosa a questa proposta.

LA MISSIONE
Domani partirà per Londra il governatore Nicola Zingaretti. Che in questi giorni ha cercato (senza fortuna) la sindaca Virginia Raggi per «poter esercitare un'azione congiunta» su questo dossier. E così da via Cristoforo Colombo è partita una lettera indirizzata al Campidoglio per caldeggiare l'operazione perché, scrive Zingaretti, «nella nostra regione il comparto del farmaceutico e delle scienze della vita è tra i principali settori produttivi e di sviluppo». Uno dei poli industriali più importanti si trova a Pomezia (Comune M5S), in generale il comparto laziale ha «oltre 22mila addetti, 300 imprese, otto miliardi di export, che rappresenta oltre il 38% del sistema Italia», racconta Zingaretti alla Raggi. Sottolineandole «l'opportunità di investimento» che potrebbe arrivare, anche pensando a contesto internazionale, dalla candidatura «di Roma per ospitare l'Agenzia europea del farmaco Ema».
 
I NUMERI
L'Agenzia in questione ha 700 dipendenti, centinaia di migliaia di contatti con tutte le case farmaceutiche del mondo, solo di traffico aereo varrebbe 60mila voli all'anno. Ecco perché Milano si è già fatta sotto per sfruttare «questa opportunità che offre il post Brexit».

L' Authority è diretta dall'italiano Guido Rasi, che domani dovrebbe incontrare il presidente della Regione. Zingaretti al momento non sembra avere l'appoggio del Campidoglio in questa sfida: nelle ultime 24 ore non sono stati registrati segnali di alcun tipo. Una candidatura, questa, per ospitare l'Agency, che potrebbe somigliare a un'altra ben più d'impatto e foriera di polemiche: quella per le Olimpiadi di Roma 2024. I grillini lo hanno ribadito in tutte le salse: «I Giochi non sono una priorità». Sarà così anche questa volta? Sembra proprio di sì, come confermano in Comune. In mezzo, in questo caso, ci sono anche l'Europa, il rapporto con le multinazionali e altri temi «sensibili» al movimento fondato da Grillo e Casaleggio. Si spiega anche così il silenzio assordante che proviene da Palazzo Senatorio.

Zingaretti comunque ci crede e chiede alla Raggi, «per l'istituzione che rappresenta, di poter esercitare un'azione congiunta presentando un dossier al Governo italiano e alle autorità europee per sostenere tale prestigiosa iniziativa che si richiama idealmente al senso stesso dell'Europa e dei Trattati di Roma che sessanta anni fa diedero vita a una grande speranza che oggi conosce molte difficoltà e incertezze».
Domenica 10 Luglio 2016, 15:25 - Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 17:45
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1 di 1 commenti presenti
2017-11-20 21:28:36
E' vero. E' tutta colpa della Raggi se Milano non ha avuto l'agenzia. Meno male che ci siete voi a ricordarcelo.

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