«Il ragno violino? Pensavo a una zanzara, ecco come mi ha ridotta». Roma, la testimonianza choc

Ragno violino a Roma, la testimonianza choc: «Ecco come mi ha ridotto»
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di Alessandro Di Liegro

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«È stata una brutta disavventura, ancora ne porto le conseguenze». Isabella Onofrii, di Monte Mario, è una delle vittime del ragno violino, la specie aracnide il cui nome scientifico è Loxosceles rufescens, che sta invadendo le aree periferiche di Roma. «Non mi sono accorta di nulla, pensavo mi avesse punto una zanzara. E invece».

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La particolarità del morso del ragno violino è che i sintomi non compaiono immediatamente, ma dopo qualche giorno si manifestano in tutta la loro tragicità. Oltre a un estremo gonfiore e indolenzimento della parte colpita, possono portare debolezza, annebbiamento della vista e, nei casi più gravi, persino complicanze a reni, polmoni e cuore.

Lo ha scoperto a sue spese, Isabella, a seguito di una serata trascorsa all'aperto, nei boschi di Bomarzo dove si era recata per il solstizio d'estate: «Era il 24 di giugno e avevo preso parte a questa manifestazione insieme a qualche amico. In totale, da tutta Italia, eravamo 350. Dopo cena, intorno alle 23, ci siamo seduti in quest'area all'aperto dove era in programma questo “rito” per il solstizio. Lì ho sentito due punture, una sotto il mento e una alla caviglia».

Nei giorni successivi Isabella ha iniziato a sentire un leggero indolenzimento e qualche fastidio nelle parti colpite, nulla che però ne intaccasse la vitalità e la quotidianità, tanto che qualche giorno dopo ha accompagnato una sua amica per una visita: «Vedevo come una nebbia e avvertivo una forte debolezza: le chiedevo “Ma cos'è tutto questo fumo”? E lei non capiva di cosa stessi parlando. Poi, il giorno successivo, ho capito che dovevo correre al pronto soccorso».

Il gonfiore al mento e alla caviglia era diventato preoccupante, estremamente grosso e doloroso, tanto che Isabella si è recata al Pronto Soccorso dell'Ospedale Gemelli, dove è stata prontamente curata dall'équipe medica: «Una dottoressa, vedendomi in quelle condizioni si è spaventata – ricorda – anche perché il morso del ragno violino può portare lo streptococco». Un batterio capace di infettare gli organi interni e portare disagi anche gravi a reni, cuore e polmoni. «Ho fatto dieci giorni di antibiotici, avevo forte mal di gola, sentivo un gran gonfiore dentro. Dopo la cura sono andata da un infettivologo perché avevo ancora dolore alla gola. Lo streptococco è ancora attivo».

Ora Isabella ha fatto altre analisi per capire in che modo il batterio sia ancora presente nel suo corpo e in che modo è possibile sconfiggerlo. La sua battaglia contro il morso del ragno violino, continua ancora, a tre settimane dalla puntura: «La si riconosce perché quando si gonfia, dentro è tutto nero, mentre intorno si fanno dei puntini rossi. Il nero è perché la parte è andata in necrosi la carne. Ho ancora una parte, sulla gamba in cui non si è ricreato il normale strato di pelle». Oltre al mal di gola - “che mi ha cambiato anche il timbro di voce, ora è più roco” - i disagi del veleno dell'aracnide (piccolo e giallognolo, con delle zampe molto lunghe) le hanno portato anche un'estrema sensibilità alle altre punture, quelle delle zanzare: «Quel veleno mi ha in qualche modo attivato come difesa, reagisco alle punture di insetti in modo abnorme e prima non era così».
Mercoledì 18 Luglio 2018, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 15:18
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