Via Ramazzini, i rom sotto accusa sono quelli che vinsero il ricorso anti-sgombero alla Corte europea

Mercoledì 29 Agosto 2018 di Lorenzo De Cicco
Via Ramazzini, i rom sotto accusa sono quelli che vinsero il ricorso anti-sgombero alla Corte europea

LA STORIA
Da paladini anti-sgombero alla Corte di Strasburgo alla razzia di vestiti e computer nel centro d'accoglienza dove erano stati portati dal Comune dopo lo smantellamento del River. I due rom appena denunciati per il furto nella tendopoli della Croce Rossa a Monteverde sono gli stessi che il 24 luglio erano riusciti a strappare dalle toghe europee la sospensiva allo sfratto forzoso deciso da Virginia Raggi. Il veto della Corte dei diritti dell'uomo resistette poco, in realtà. Perché il Campidoglio, d'intesa con il Viminale di Matteo Salvini, il 26 luglio mise a segno lo stesso il blitz nella baraccopoli abusiva sulla Tiberina, motivandolo col rischio di una «emergenza sanitaria». Poche ore dopo lo sgombero, anche i giudici europei avallarono l'operazione, spiegando che il ripensamento era «frutto delle informazioni ricevute dal governo e dal legale dei tre ricorrenti circa l'offerta di alloggio presso le strutture della Croce Rossa, offerta che è stata accettata». L'azione legale è andata avanti comunque. Tanto che ieri l'Ufficio Rom del Comune ha spedito ai magistrati di Strasburgo una nuova relazione «urgentissima» in cui si parla del «furto aggravato» nella struttura della Croce Rossa, con allegata la denuncia presentata dal direttore della Cri. Una segnalazione è stata spedita anche alla Procura del Tribunale dei minori. I due nomadi denunciati sono mamma e papà di 10 bambini.
 

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