Villa Torlonia, ritrovata dopo 33 anni a New York la statua Peplophoros sparita nel 1983

Giovedì 8 Dicembre 2016 di Laura Larcan
Una vita clandestina che si è trascinata per trentatrè anni, da quella notte del 30 novembre del 1983 quando venne rubata brutalmente da Villa Torlonia (che ornava da due secoli) per sparire nel nulla. Un colpo eccezionale per l'epoca, messo a segno da una banda di tombaroli coi guanti di velluto, che fecero perdere le loro tracce. Da allora non si erano avute più notizie della statua romana di marmo del I secolo a.C. (alta 115 centimetri), nota come la Torlonia Peplophoros, fino a quando, nel febbraio scorso, non veniva identificata e sequestrata oltreoceano, a New York, tra i tesori d'arte di un collezionista privato, dopo le indagini incrociate condotte dai Carabinieri e l'Fbi. Un traguardo coronato ieri con la cerimonia di riconsegna dell'opera a Fabrizio Parrulli comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che nelle prossime ore la ricondurrà a casa. In realtà il furto di Villa Torlonia del 1983 resta un caso aperto per i carabinieri che continuano ad investigare visto che la razzia notturna coinvolse anche altre 2 statue della collezione Torlonia mai ritrovate.

CASO CHIUSO
Ma per l'Fbi il caso della Peplophoros (così detta perché rappresenta fattezze femminili avvolte da un peplo) è chiuso, senza formali pendenze penali per il suo ultimo proprietario. Perché? Val la pena ricostruire tutta la complessa vicenda. Dopo essere sparita dalla villa romana, la statua è ricomparsa alla fine degli anni 90 negli Stati Uniti, come pezzo forte di The Gallery, showroom d'arte antica di New York. Nel 2001 venne comprata da un appassionato d'antiquariato residente a New York per la cifra di circa 75mila dollari. Nel 2015 la svolta: il collezionista offre in vendita l'opera ad una casa d'aste dove entra a far parte del catalogo. Ed è in questa occasione che il proprietario scopre l'origine illegale dell'opera, e sceglie di collaborare con le indagini dei militari italiani e degli agenti dell'Fbi. Lo scorso febbraio 2016 l'annuncio del ritrovamento e del sequestro della statua. Ieri, la consegna all'Italia. È Alberta Campitelli, direttrice di lungo corso delle Ville e parchi storici del Comune di Roma, e quindi anche responsabile di Villa Torlonia, a fare chiarezza sul furto del 1983: «Alla fine del 1983 vennero rubate solo tre statue. Quando Villa Torlonia venne acquisita dal Comune di Roma nel 1977, sulla balaustra del Casino dei Principi spiccavano tre opere meravigliose che provenivano dalla collezione Giustiniani acquisita dal principe Giovanni Torlonia senior nel 1816, dando vita ad uno dei nuclei più importanti della collezione Torlonia. Poiché le tre statue erano state nel tempo già mutilate della testa - continua la Campitelli - erano state ricoverate nelle Scuderie vecchie della villa, che purtroppo non avevano un adeguato sistema di sicurezza. E da qui, furono trafugate tutte in quella notte. Da allora non ne abbiamo più saputo nulla, e questo è il primo ritrovamento dopo trentatrè anni», conclude la storica dell'arte. Confrontando le immagini prima del furto, per la Campitelli l'opera ha perso ulteriori frammenti. «Ma è sempre splendida». La cerimonia, ieri, nella prestigiosa sede della New York Historical Society. Ora, la Torlonia Peplophoros è in viaggio per Roma.
 Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 20:46