Roma, al Tufello fine dell'incubo della vipera: è stata catturata nel giardino di un liceo. «Ora il quartiere è sicuro»

Il rettile si era nascosto all'interno di un tubo. L'esperto: "Sarà liberato nel parco regionale di Veio"

La vipera - un esemplare Aspid Fracisciredi, consociuta come la Vipera di Redi, lunga oltre 60 cm. L'esperto " Sempre massima prudenza" Marziale, Municipio III " Ora il quartiere è al sicuro"
La vipera - un esemplare Aspid Fracisciredi, consociuta come la Vipera di Redi, lunga oltre 60 cm. L'esperto " Sempre massima prudenza" Marziale, Municipio III " Ora il quartiere è al sicuro"
di Alessia Perreca
Giovedì 27 Ottobre 2022, 07:27 - Ultimo agg. 28 Ottobre, 09:13
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Da due mesi era diventata l'incubo degli abitanti del quartiere Tufello spaventati per la presenza della vipera a pochi passi dalle loro case. Il rettile era stato avvistato nella tarda serata di martedì, nel giardino del Liceo Aristofane. Subito erano scattate le ricerche, ma con esito negativo e le speranze di ritrovarla sembravano ormai perdute. Ieri, nel primo pomeriggio, la svolta. Uno studente dell'Istituto Comprensivo, A., ha riferito alla Dirigente, Raffaella Giustizieri, di aver visto il rettile. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri del Corpo Forestale e il Comandate Cicolani. La vipera - un esemplare Aspid Fracisciredi, consociuta come la Vipera di Redi, lunga oltre 60 cm - è sempre rimasta lì, nel giardino della scuola media. Si era nascosta all'interno di un tubo corrugato, alla ricerca del calore e della tranquillità. Un collaboratore scolastico ed un professore hanno cercato di bloccare le estremità del tubo con alcune grosse pietre per evitare la fuga del rettile. Sul luogo del ritrovamento, oltre ai carabinieri è intervenuto il naturalista ed esperto zoofilo, Andrea Lunerti, che ha provveduto alla cattura della vipera. L'animale, una femmina, adulta, era in buone condizioni e non era affatto in "dolce attesa". «La vipera sta bene ed è in buone condizioni», ha spiegato Andrea Lunerti. «Dal tubo dove si era nascosta, l'ho fatta scivolare all'interno del bidone della spazzatura e in giornata sarà liberata nel parco regionale di Veio, a tre chilometri di distanza dal primo centro abitato. Siamo contenti del lavoro svolto soprattutto per la sicurezza dei bambini, degli adulti e del rettile stesso», ha concluso Lunerti.

Roma, al Tufello una vipera diventa l'incubo del quartiere. «L'abbiamo vista, catturatela». Avvistata anche in una scuola


Piena soddisfazione è stata espressa da Marta Marziali, consigliera del Municipio Terzo. «Sono pienamente soddisfatta del grande risultato ottenuto dal Corpo Forestale dei carabinieri che avvalendosi di una esperto è riuscito a catturare la vipera. «Ringrazio - ha proseguito Marziali - il lavoro della Dirigente del Liceo Aristofane che, rispetto al mancato intervento di Ater, ha messo in atto tutti i passaggi istituzionali affinchè la cattura del rettile fosse portata a compimento.

Oggi l'intero quartiere del Tufello si sente al sicuro».

A SETTEMBRE IL PRIMO AVVISTAMENTO

Il rettile si aggirava nei cortili di Via Monte Massico e Via Monte Cracco. I carabinieri del Corpo forestale avevano effettuato tre sopralluoghi. Nel condominio dove è scattato il primo allarme, al nido e alla scuola materna della zona ed infine al Liceo Aristofane, dove è stata catturata. Nei portoni erano stati affissi alcuni cartelli con foto segnalatica e numeri di emergenza ai quali chiamare i caso di avvistamento. Era stata diffusa la notizia che il rettile fosse in "dolce attesa", ma la notizia si era rilevata falsa. «Si tratta di animali lenti e sprovveduti - afferma Lunerti - Se si trovano nei centri urbani - continua- sono costretti a sopravvivere cercando cibo tra il cemento e nelle abitazioni delle persone. La città rappresenta per la vipera una fonte di calore. Ecco perché occorre sempre mantenere massima prudenza nei centri abitati». Secondo l'etologo «la vipera è un rettile che non scappa, ma percepisce l'arrivo dell'uomo attraverso i rilevatori di vibrazioni che si trovano sotto le mandibole. Un animale cieco e pericoloso proprio perchè non ha via di fuga». 

 

CONSIGLI DELL'ESPERTO

«Mai mettere le mani dove non vediamo, spiega Andrea Lunerti. Quando passeggiamo nei boschi è opportuno armarci di bastoni, utilizzare i guanti e forcine. Spesso il morso - non accidentale - potrebbe essere a secco. Il veleno non entra nel sangue dell'uomo. Ci sono altre situazioni più a rischio. Come ad esempio quando raccogliamo un frutto, oppure al termine della potatura delle siepi. I rimasugli diventano habitat perfetto per le vipere, perchè producono calore. Il morso potrebbe essere pericoloso perchè la mano umana viene confusa con un piccolo roditore».

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