CORONAVIRUS

Roma, apertura nidi anticipata: via dal primo settembre e termometri per i bimbi

Domenica 2 Agosto 2020 di Francesco Pacifico
Roma, apertura nidi anticipata: via dal primo settembre e termometri per i bimbi

Dalla Regione arriva un input che potrebbe sconvolgere i programmi del Comune di Roma: i nidi per l’infanzia, quelli che ospitano i bambini dagli zero ai 3 anni, devono aprire il Primo settembre. Per il Campidoglio, a Roma, si parte il 9. E sempre il Lazio renderà obbligatorio il controllo della temperatura ad allievi, insegnanti e personale ausiliario. Altra prescrizione che potrebbe mettere in difficoltà la macchina scolastica capitolina. La prossima settimana la Regione Lazio - ci sta lavorando l’assessore al Sociale, Alessandra Troncarelli - emanerà un’ordinanza per regolare il servizio scolastico per i bambini dagli zero ai 6 anni (nidi e scuole per l’infanzia). Uscirà contemporaneamente alle linee guida che il ministro dell’Istruzione, Alessandra Azzolina, ha promesso di ufficializzare a breve.

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E Troncarelli ha spiegato venerdì scorso a sindacati, associazioni dei genitori e ai gestori privati che nel territorio del Lazio i nidi devono aprire il Primo settembre. Per le scuole per l’infanzia, come da disposizione nazionale, il via è previsto per il 14. Dal canto suo il Campidoglio - che a sua volta ha pronte linee guida integrative di quelle nazionali - ha già annunciato che gli asili per i bimbi sotto i 3 anni partiranno il 9 settembre. Dietro la scelta diverse motivazioni. Intanto, nello stesso giorno dovrebbe essere pubblicata dalla Regione l’anagrafe vaccinale. Poi, il Comune di Roma, vuole più tempo sia per formare gli addetti alle nuove disposizioni sanitarie sia per risolvere alcuni problemi operativi, come il reclutamento dei supplenti in più (1.600 per i nidi, 1.600 per le scuole per l’infanzia) o trovare le classi che ancora mancano, visto che con il Covid ogni scolaresca può ospitare 7 bambini ogni insegnate, contro il rapporto di 1 a 9 dell’anno precedente.
 

LA COMPETENZA

In teoria, stando agli ultimi Dpcm e al fatto che la competenza in materia sanitaria è regionale, l’ordinanza dell’assessore Troncarelli dovrebbe essere vincolante anche per il Comune. A meno che quella del Lazio non sia una prescrizione, ma un’indicazione. Inutile dire che da giorni le associazioni dei genitori, anche perché a settembre in molti nel privato rientreranno in ufficio, premono su Roma Capitale per un’apertura anticipata. La Regione ha anche annunciato che la macchina per l’acquisto dei Dpi si metterà in moto il 25 agosto. Troppo tardi per i sindacati. «Eppoi - aggiunge Giancarlo Cosentino, leader della Fp Cisl di Roma - c’è da sperare che le linee guida, a tutti livelli, siano applicate anche alle strutture convenzionate». Per il resto il testo atteso per metà della prossima settimana non avrà contenuti diversi dalle linee guida volute dal governo (nessun obbligo di mascherina per i bimbi sotto i 6 anni, ingressi scaglionati, sanificazioni delle strutture, obbligo di non far venire a contatto le scolaresche). Troncarelli ha anche annunciato la misurazione della temperatura all’ingresso per tutti, una prescrizione non ancora presente nelle bozze delle linee guida del Campidoglio, anche se in Comune starebbero rivedendo il loro proposito. Ma prima bisogna risolvere un problema non da poco: per contratto né maestre né bidelle possono prendere la temperatura ai bambini.

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