Ostia, caccia al bimbo rom rapito: «Sequestrato dalla madre»

Giovedì 13 Agosto 2020 di Adelaide Pierucci
Ostia, caccia al bimbo rom rapito: «Sequestrato dalla madre»

Potrebbe essere fuggita via da Roma la mamma rom che ha rapito il figlio di tre anni dall’ospedale Grassi di Ostia dove era ricoverato da fine luglio dopo essere «stato promesso in vendita» in spiaggia e a fini sessuali dal padre subito arrestato. Indagata per sequestro di persona viene cercata a livello nazionale. Il piccolo ha bisogno di cure e da ieri doveva essere affidato a una casa famiglia. La madre, una diciannovenne con quell’unico figlio, non avrebbe potuto portarlo via: la responsabilità genitoriale le era stata sospesa a fine luglio assieme a quella del marito.

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Al momento dell’arresto del coniuge, 23enne della stessa etnia, il figlio, biondo e minuto, è stato trovato denutrito, trascurato, malvestito e in condizioni igieniche allarmanti. Ma anche con problemi comportamentali, terrorizzato e con difficoltà nel linguaggio. Il papà quindi potrebbe aver approfittato della mancanza di attenzioni, pure le più basilari, della madre per arrivare ad offrirlo a sconosciuti in cambio di pochi euro. Del caso si sta occupando il pool antiviolenza della procura di Roma. Il pm Antonio Verdi, che ha lavorato alle prime battute dell’indagine assieme al collega Francesco Cascini, ha dato disposizione alle forze di polizia di ricercare il piccolo e la madre ovunque. 

LA COMUNITÀ
Le ricerche sono partite dagli insediamenti rom della capitale, cominciando da Castel Romano e dalla Monachina, anche se sembra improbabile che nella stessa comunità rom, con la pressione dei controlli, ci sia qualcuno che li ospiti. La donna si potrebbe essere allontanata in treno o con un’auto guidata da un familiare, motivo per cui anche le stazioni sono controllate.

Il cellulare della donna, che sarebbe stato utile a rintracciarli, è stato ritrovato ad Ardea ma di lei e del piccolo nessuna traccia. Da ieri la madre è indagata per sequestro di persona aggravato dall’età della vittima. Ma per lei potrebbe scattare anche l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Lo stato di trascuratezza in cui è stato trovato il bambino, l’incubo delle violenze che ha potuto subire, aveva mobilitato una gara di solidarietà all’interno dell’ospedale di Ostia, dove il piccolo veniva curato. Eppure l’altra mattina nessuno del personale sanitario e paramedico, che pure avrebbe dovuto sorvegliare il bambino con la massima attenzione, si è accorto che la madre è entrata nella stanza del reparto di pediatria, ha preso il bimbo avvolto in una coperta ed è scappata. Fuggendo da una uscita secondaria, poi da una recinzione esterna trovata divelta. Dalle poche telecamere funzionanti per ora non sono arrivate risposte. Gli inquirenti intendono anche accertare come un piccolo di tre anni, che in maniera risaputa era stato sottratto ai genitori per motivi allarmanti, possa essere stato rapito nello stesso ospedale che gli avrebbe dovuto garantire sicurezza, e a mezzogiorno, nonostante le restrizioni Covid che limitano gli ingressi nelle visite.

IL PRECEDENTE 
Il blitz della madre doveva essere prevedibile. Non è la prima volta che i rom organizzino dei veri propri rapimenti per riprendersi i loro figlioletti dopo essere stati destinatari di divieti di avvicinamento. E’ capitato anche nell’inverno del 2017 a Guidonia: una bimba di due anni era stata allontanata dal nucleo familiare perché trovata a vagare sulla via Tiburtina sola e con indosso una maglietta. Dopo un paio di settimane, i genitori rom bosniaci, l’avevano rapita dalla casa famiglia. 

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