Roma, la beffa delle case popolari: premiati sempre gli abusivi

Martedì 3 Agosto 2021 di Alessia Marani
La beffa delle case popolari: premiati sempre gli abusivi

Chi aspetta un alloggio popolare da decenni scivola sempre più in basso nella graduatoria, mentre chi ha occupato abusivamente per anni viene premiato con una casa chiavi in mano, spesso nelle zone e nei contesti migliori. La Lega Roma ha pronto un esposto alla Corte dei Conti per fare luce sul sistema che per i richiedenti regolari risuona come una beffa, e che per i cittadini romani (e del Lazio) comporta un esborso di risorse sottratte ad altri servizi. Ma dietro l’angolo c’è anche una sorta di class action che chi è rimasto ancora una volta escluso ha intenzione di fare per non vedere calpestati i propri diritti.

Sott’accusa la sistemazione “alternativa” riservata ai nuclei transfughi dell’edificio di viale del Caravaggio liberato dall’8 luglio: un centinaio di appartamenti riservati loro e in barba alla graduatoria pubblica. «A poche ore dallo sgombero soft - affermano Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega e Monica Picca, capogruppo della Lega in X Municipio - senza alcuna pubblicità o evidenza, il 12 luglio è uscita la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, inserita tra le pieghe nascoste del sito del Campidoglio. Ancora una volta il quadro è desolante, con oltre 13.500 famiglie in lista “condannati” a un’attesa infinita». 

 

 

ORDINE PUBBLICO

Santori e Picca denunciano che «mentre chi aspetta da oltre 30 anni, sebbene disabile o anziano, si trova in una posizione ancora più bassa rispetto agli anni precedenti, nessun occupante abusivo del Caravaggio resterà senza casa». Un accordo tra il Municipio VIII, la Regione e l’Ater alle 105 famiglie censite sono state messe a disposizione 77 case popolari da parte di Regione e Ater e 13 da parte del Comune. «Un’occupazione nata nel 2013 e costata fino a oggi 300mila euro al mese tra utenze non pagate e operazioni di messa in sicurezza per un totale di oltre 20 milioni di euro per le tasche dei contribuenti». Per i leghisti «si tratta di spese vive sostenute di fatto nel tempo con i soldi dei contribuenti.

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Per motivi di ordine pubblico viene di fatto imposto agli enti locali, e in molti casi anche ai privati proprietari degli edifici, di pagare. Era già successo per le 32 famiglie abusive di via Carlo Felice, tutte sistemate dal Municipio I, dall’Ater e dalla Regione Lazio con il coordinamento del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale, alcune delle quali in via dei Colli Portuensi dove non hanno mai pagato l’affitto e continuano a generare problemi di decoro e sicurezza».

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In pratica gli enti locali disporrebbero di un “tesoretto” di immobili che escono dal conteggio del patrimonio destinato a Erp, edilizia residenziale pubblica, pronto - per motivi di ordine pubblico, appunto - per essere impiegato in casi di emergenza o sgombero. «Di fatto - concludono Santori e Picca - un privilegio che premia gli abusivi. É un sistema che non può andare avanti. Chiederemo lumi alla Corte dei Conti». L’idea, infine, è quella di una sorta di class action da parte di tutti gli esclusi dalle graduatorie, «perché sono coloro che subiscono un danno reale, con i loro diritti calpestati da scorciatoie create ad hoc in un contesto di illegalità istituzionalizzata». 
Alessia Marani

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 22:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA