Roma, incubo Cassia: mamma e bimba su passeggino investite da un furgone. «Strada troppo pericolosa»

Venerdì 9 Luglio 2021 di Alessia Marani
Il tratto di Cassia in cui è morto Edoardo Moschini (foto PAOLO PIRROCCO/TOIATI)

Ancora un incidente sulla via Cassia. Giovedì mattina intorno alle 8,45 una mamma di 39 anni, con la bimba di quasi 3 sul passeggino e il cagnolino al guinzaglio è stata travolta da un furgone Peugeot mentre stava attraversando all’altezza del civico 746. Un botto sordo, le urla, un miracolo che nessuno dei tre abbia riportato ferite serie. La donna, sotto choc, è stata porta in codice rosso (d’obbligo in caso di investimento) al Gemelli, la piccola, con abrasioni sul volto, al Bambino Gesù e l’animale in clinica veterinaria.

 

 

 

Via Cassia, strada pericolosa

Dei rilievi si stanno occupando gli agenti del XV Gruppo Cassia. Non è escluso che l’autista - che si è subito fermato per prestare soccorso - fosse al telefono. Da una prima ricostruzione parrebbe che la famigliola non fosse sulle strisce pedonali, come emerso invece in prima battuta. Ma la dinamica è ancora tutta da verificare. Martedì sera a un chilometro di distanza era morto Edoardo Moschini, ristoratore e imprenditore 36enne di origini torinesi. Stava tornando a casa, in via San Godenzo, in sella al suo Yamaha quando un Doblò lo ha spazzato via improvvisamente durante un sorpasso a dir poco azzardato. L’impatto frontale non ha lasciato scampo a Edoardo. Il 52enne al volante del Doblò è risultato positivo ai test dell’alcol e della droga. In mattinata gli amici e i familiari hanno sistemato una grande bandiera italiana su un pino in corrispondenza del punto dell’incidente, ai piedi dell’albero mazzi di fiori. Ieri sera sono tornati per appendere una tela con la gigantografia di Edoardo.

 

 


LE DENUNCE
«Sulla via Cassia urgono da anni lavori di messa in sicurezza importanti - afferma Nicoletta Quinziani, presidente del comitato di quartiere Cassia Tomba di Nerone - sia per quanto riguarda gli attraversamenti, vista anche la presenza di tante scuole, che per il tratto compreso tra via Oriolo Romano e Corso Francia. Qui addirittura manca il marciapiede, la trasformazione delle due corsie in una singola non è adeguatamente segnalato e le radici dei pini ai lati devastano la carreggiata. Nonostante sia una strada urbana, la conformazione ti porta a correre e il pericolo è elevatissimo. Per questo chiediamo che il Municipio apra un tavolo di discussione con tutti gli enti interessati per progettarne la messa in sicurezza».

 


Alessandro Durante con la morte di Moschini ha ricordato il drammatico incidente in cui, nel 1988, sempre sullo “stradone” perse la vita il fratello 23enne insieme alla fidanzata 19enne: «Pochi anni fa un altro ragazzo è morto, sempre lì nei pressi della casa cantoniera, ci sono i fiori vicino all’albero, eppure in tutti questi anni - dice - nessuno ha fatto niente per cercare di rendere quella strada un po’ più sicura».

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