Roma, cinghiali davanti al seggio: "l'invasione" di mamma e cuccioli durante il voto

Lunedì 21 Settembre 2020 di Flaminia Savelli
Roma, cinghiali davanti al seggio:

Seggi coperti in extremis, regole anticovid e distanze rispettate ma scrutatori senza guanti. Il primo giorno di votazione per il referendum sul taglio dei parlamentari, con un’affluenza del 25,14% alle 19, si è concluso non senza difficoltà. Dopo la corsa al reclutamento dei 760 presidenti che non hanno risposto all’ultima chiamata, ieri mattina in diverse sezioni mancavano ancora gli scrutatori. A Monte Mario nel seggio della scuola Leopardi, il presidente ha risolto l’assenza di scrutatori con due amici chiamati a tarda notte. Nella sezione del IX municipio di largo Dino Buzzati al Laurentino 38, a pochi minuti dall’apertura, ne mancavano ancora tre poi recuperati con un giro di telefonate tra i conoscenti.
 

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Elezioni, a Roma 760 presidenti di seggio non si presentano

Il copione si è ripetuto nel VII municipio in via Cerveteri. Nella sezione di via Padre Semeria, all’Ostiense, è stato sollecitato un intervento dell’ufficio elettorale perché le sedie erano ancora tutte vacanti. In circonvallazione Cornelia invece, polemiche per decine di sacchi della spazzatura che occupavano l’ingresso. Al seggio di via Giuseppe Taverna, una famiglia di cinghiali è entrata dal cancello principale. Una scena ripresa da Giorgio Carra, consigliere Pd e postata sui social. Pochi poi i volontari che si sono presentati all’appello: nel I municipio erano previsti nove studenti universitari ma solo tre hanno risposto alla chiamata. E sono stati gli uomini della protezione Civile a coprire i 160 posti vacanti delle 7 sezioni ospedaliere scoperte: 50 nominati presidenti e 110 chiamati a scrutinare. Difficoltà infine, per chi ha tentato di contattare il Contact Center di Roma Capitale, lo 06 06 06, con attese di oltre i 20 minuti. Secondo quanto comunicato, il centralino sarebbe andato in tilt per uno sciopero.
 

LE NORME ANTICOVID

Nessun assembramento, code ordinate e distanze rispettate. Agli elettori è stato chiesto di abbassare la mascherina solo per il tempo della verifica del documento di identità. Ogni seggio ha organizzato inoltre percorsi separati di entrata e uscita. In aggiunta, è stato calcolato un ulteriore metro di distanza dal banco del ritiro della scheda. Eppure qualche passaggio previsto dal nuovo regolamento anticontagio è “saltato”: pochissimi – tra presidenti e scrutatori - indossavano i guanti. «Tenerli per l’intera giornata è impossibile. Utilizziamo il gel ogni volta che tocchiamo matite e tessere elettorali», hanno assicurato gli incaricati della sezione a via Galvani. Tanti invece gli elettori che si sono presentati con i guanti: «Oltre alla mascherina, ho indossato anche i guanti perché le matite per il voto passano di mano in mano. Inoltre per distrazione potrei toccare superfici non sanificate» spiega Beatrice Chiarini, all’uscita dal seggio di via dei Corazzieri. Molte perplessità infine sull’assenza di termoscanner agli ingressi: «Non era previsto dal regolamento e questo mi sorprende. Perché la misurazione della temperatura, sarebbe stata una rassicurazione in più per noi e per chi sta lavorando nei seggi» ha commentato Paolo Meoni all’uscita del seggio di via dell’Elettronica all’Eur. 

Ultimo aggiornamento: 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA