Roma, dal Tevere Remo all'Aniene la scuola apre nei circoli: «Pronti già da settembre»

Giovedì 6 Agosto 2020 di Francesco Pacifico
Roma, dal Tevere Remo all'Aniene la scuola apre nei circoli: «Pronti già da settembre»

Fare ginnastica nelle due palestre del Tevere Remo o sulla terrazza che dà sul fiume. Giocare a calcio o a pallavolo nei campetti dell'Aniene o del Parioli. E magari anche imparare a vogare sulle barche dei Canottieri Lazio o Roma. Nella scuola post Covid, dove le palestre rischiano di diventare aule per garantire il distanziamento degli allievi, i circoli storici della Capitale scendono in campo per superare il problema delle strutture che mancano. Intanto per fare educazione fisica. Ieri è stato firmato un primo protocollo tra i club e l'Ufficio regionale scolastico per avviare una macchina che entro settembre vuole portare i primi risultati. Perché secondo Daniele Masala, presidente del circolo storico canottieri Tevere Remo e medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pentathlon, «il problema non è semplicemente trovare un luogo dove fare educazione fisica, ma introdurre nelle scuole la cultura dello sport. Il canottaggio ha avuto successo in Gran Bretagna perché il rettore di Oxford disse ai suoi allievi: Voi sarete anche i migliori al mondo, ma non conoscete la fatica. Bene, noi dobbiamo insegnare il rispetto delle regole, del silenzio, dei luoghi in un Paese dove purtroppo esiste soltanto il calcio».

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Già in passato i circoli della Capitale, in collegamento con il Coni e le scuole cittadine, avevano organizzato momenti e corsi con un duplice scopo: selezionare i futuri campioni e dare possibilità a ragazzi disagiati di allenarsi in strutture all'avanguardia. Adesso l'obiettivo è diverso: provare a tenere le ore di ginnastica in questi impianti, che con il Covid difficilmente si effettuerebbero nelle palestre o nei cortili delle scuole. «In alcuni istituti del nostro Municipio - ha spiegato la presidente del II, Francesca Del Bello - non ci sono neppure delle vere palestre. Ben venga allora questa iniziativa».

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IL PIANO
Ogni giorno, e ogni ora, almeno due scolaresche si presenteranno nei circoli della Capitale per tenere le lezioni. I club si accolleranno tutte le spese, ma garantiranno anche i distanziamenti per evitare rischi di contagio. Alle scuole, invece, l'onere di gestire i trasporti dagli istituti. Chiaramente, si partirà con i plessi più vicini ai circoli. Claudio Pavone, giornalista e nel direttivo della Tevere Remo, vorrebbe addirittura «abbattere la rete che ci divide dal Paolo Rosi. Sarebbe proficuo per noi e per loro, anche perché la nostra vuole essere un'iniziativa da poi ripetere in tutta Italia». Secondo Maurizio Romeo, già alla guida del Parioli e ora presidente dei circoli storici, «visti i nostri spazi potremo ospitare anche 90 ragazzi ogni ora. Poi, chiaramente, dipende dalla richiesta che avremo».
Massimo Fabbricini, presidente dell'Aniene, è pronto «a dare il suo apporto. L'importante, però, è capire quali sono le regole e le condizioni per garantire massima sicurezza ai ragazzi come ai soci». Aderirà all'iniziativa anche il Canottieri Roma. Il suo presidente, Massimo Veneziano, parla di partecipazione «convinta e con entusiasmo. Viviamo una fase storica senza precedenti, dove non possiamo tralasciare l'aspetto formativo dello sport. Chiamata a una sfida assai impegnativa come la ripartenza dell'attività a settembre, la scuola ha bisogno di sostegno anche su questo fronte. Per questo auspichiamo che le nostre azioni possano essere da esempio per tanti altri circoli sportivi non solo romani». Gabriella Bascelli, vicepresidente della Canottieri Lazio, si sofferma «sulla cultura sportiva che nella scuola non riesce a evolversi. Vista la nostra storia, crediamo che, al di là del Covid, i nostri ragazzi vadano aiutati perché si stanno rinchiudendo troppo nei giochi tecnologici: fanno più attività con le consolle e gli smartphone che in palestra. Anzi, il prossimo passo è fare lo stesso percorso anche con le università».

 

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