CORONAVIRUS

Coronavirus Nerola, il paese laboratorio: farmaci testati sui cittadini

Martedì 31 Marzo 2020 di Raffaella Di Claudio e amilla Mozzetti
Coronavirus Nerola, il paese laboratorio: farmaci testati sui cittadini

La piccola cittadina di Nerola nella provincia di Roma, diventata zona rossa dopo l'exploit di contagi da Covid-19, si trasforma ora in «laboratorio biologico per studio e cura», usando le parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Parte da qui, dalla Sabina, il progetto di ricerca coordinato dalla Regione Lazio per capire come il virus si è insinuato nella piccola comunità. Non solo. L'obiettivo è anche quello di spiegare, attraverso un approfondimento diagnostico ed epidemiologico, l'evoluzione, la diffusione del coronavirus e soprattutto il motivo per il quale i contagi stanno diffondendosi con maggiore intensità nella «Cintura dell'area metropolitana romana piuttosto che nel centro della Capitale», spiega Francesco Vaia direttore sanitario dell'Istituto nazionale Malattie infettive Lazzaro Spallanzani a cui sarà demandata la parte operativa della ricerca. «Tecnicamente - prosegue Vaia - le indagini saranno condotte su circa 200 persone per arrivare nel fine settimana ad avere i primi risultati». I test rapidi saranno confrontati e validati attraverso i tamponi per delineare, ad esempio, «Il modo con il quale una persona positiva sviluppa gli anticorpi. Passeremo al setaccio - conclude Vaia - la cosiddetta popolazione bersaglio analizzandola per produrre risultati validi anche per la ricerca». Nel progetto che quasi certamente si estenderà ad altri cluster come quello del comune di Contigliano (in provincia di Rieti) dichiarato ieri zona rossa fino all'11 aprile con un'ordinanza della Regione, potrebbero essere impiegati anche i farmaci sperimentali se l'Aifa darà il via libera.
IL CLIMA
Nel laboratorio Nerola, come da giorni lo chiama la sindaca Sabina Granieri, si registra un clima di grande soddisfazione. Come se il prezzo chiamato a pagare dalla popolazione, blindata e inaccessibile, abbia di colpo senso. «Siamo molto soddisfatti - spiega la prima cittadina - La collaborazione con lo Spallanzani è nata dopo i miei ripetuti appelli per ottenere l'istituzione del laboratorio Nerola e il direttore sanitario dell'ospedale, il dottor Vaia, mi ha rassicurato sull'interesse per Nerola come caso di studio. Sin dall'inizio, ho chiesto a Asl e istituzioni la possibilità di eseguire più tamponi possibili o di mettere in atto studi sperimentali così che la nostra popolazione possa essere analizzata per dare un senso alla condizione in cui ci troviamo. Non solo per noi, ma per l'Italia. Domenica ho scritto al presidente della Regione, Nicola Zingeretti e all'assessore Alessio D'Amato nella quale auspicavo che il nostro comune potesse diventare utile alla comunità scientifica e oggi (ieri, ndr) sono arrivate le risposte che aspettavo».
LA PREPARAZIONE
Da ieri nella tensostruttura allestita all'interno della zona rossa oltre ai tamponi vengono eseguite le analisi previste dalla sperimentazione. I cittadini verranno contattati telefonicamente comunicando l'orario in cui devono presentarsi al centro prelievi così da evitare assembramenti e agire in sicurezza. «I ricercatori spiega Granieri hanno richiesto un elenco dei residenti di Nerola con un'età che va dai 12 anni in su e, in base a un criterio specifico, hanno selezionato 189 persone da sottoporre a un triplo esame (prik test, analisi del sangue e tampone). Da questo campione riusciranno a capire l'evoluzione del virus all'interno della nostra comunità e gli eventuali anticorpi utili a individuare un vaccino in grado di combattere il Covid-19». Parallelamente prosegue l'esecuzione dei tamponi faringei e nasali. Finora ne sono stati eseguiti 473. Della maggior parte oggi sono attesi i risultati. La priorità è stata data a chi accusa sintomi (febbre, tosse, raffreddore), ai parenti dei positivi e alle persone che sono entrate in contatto con loro. Attualmente, ai 72 casi della casa di riposo Maria Immacolata se ne aggiungono altri cinque. Tra loro c'è una dipendente del centro di distribuzione Amazon di Passo Corese (Ri).
 

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