Covid Lazio: asintomatici, si cambia: fuori dalla quarantena dopo un solo test negativo

Sabato 26 Settembre 2020 di Lorenzo De Cicco

Un solo tampone negativo per uscire dalla quarantena, dopo essere stati infettati dal Covid, ma senza sintomi. Oggi ne servono due, tutti naturalmente negativi, perché i medici dichiarino la «guarigione virale», permettendo quindi al paziente di riprendere la vita di prima, senza restrizioni. Ma con le Asl sovraccariche, i tempi per il secondo referto possono allungarsi fino a una settimana. Anche di più. Ecco perché la Regione ora pensa di accorciare la trafila. Le aziende sanitarie sono già alle prese con 10mila tamponi al giorno da eseguire fra drive-in e aeroporti, più i 600mila test che saranno realizzati nelle scuole da qui a fine anno su tutti gli studenti.

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L’obiettivo è sgravare le strutture mediche e soprattutto evitare che pazienti già guariti e asintomatici siano obbligati a rimanere a casa per giorni, in attesa che un infermiere si presenti per il secondo tampone o aspettando il risultato oltre il necessario, perché i laboratori sono intasati. La modifica è allo studio del Sistema sanitario regionale, conferma a Il Messaggero, Alessio D’Amato, l’assessore alla Salute della giunta Zingaretti. «Siamo al lavoro - spiega - per velocizzare alcune procedure, ovviamente se questi cambiamenti non incontreranno ostacoli dal punto di vista tecnico-scientifico». Il progetto, racconta, è di «eliminare il doppio tampone negativo per le persone che non hanno sintomi. Dopo un unico tampone negativo, potrebbero essere “liberate” dalla quarantena, senza aspettare il secondo test».
 

LE SCORTE


La Regione ha appena ordinato un milione di tamponi “rapidi”, i test faringei che forniscono il risultato in mezz’ora. Sono già sperimentati negli aeroporti, per chi arriva dai paesi “a rischio” (Spagna, Grecia, Croazia, Malta), oltre alla Sardegna. In attesa di capire se ci saranno revisioni da parte del governo sulla lista dei voli dall’estero da monitorare, i tamponi rapidi saranno sperimentati nelle scuole, per gli alunni con più di 12 anni - i bimbi di asili ed elementari invece avranno a disposizione i test salivari, molto meno invasivi - e potrebbero essere sfruttati anche per controllare chi è in isolamento domiciliare, in modo da avere referti rapidi sul posto. Oggi nel Lazio, su 6.491 positivi, 5.892 sono curati a casa. Isolarsi, soprattutto per chi vive con la famiglia in appartamenti non molto spaziosi, non è facile. Non a caso la maggior parte dei contagi certificati in questi giorni avviene nelle mura domestiche.
 

LE REAZIONI


«Non credo ci sia un abbassamento sostanziale dei livelli di sicurezza, riducendo i tamponi da due a uno per gli asintomatici - commenta Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma - la procedura va resa più snella. Anche perché le Asl sono oberate di lavoro e a volte chi è guarito deve aspettare giorni per il secondo risultato, pur essendo perfettamente sano». Ieri nel Lazio sono stati accertati altri 230 casi di Covid (secondo peggior dato dall’inizio dell’epidemia), 113 solo a Roma. Due decessi. Diventa sempre più concreta la possibilità che anche la Pisana, come ha già fatto la Campania, preveda l’obbligo d’indossare la mascherina all’aperto. L’assessore D’Amato è stato chiaro: se l’indice del contagio supera quota 1 (oggi è a 0,85), la Regione interverrà. Considerato il trend dell’ultima settimana, secondo diversi esperti regionali la mossa è molto probabile: lunedì è in programma un vertice per analizzare gli ultimi dati poi, se non ci saranno inversioni di tendenza, da martedì o mercoledì potrebbe scattare il nuovo obbligo.

Ultimo aggiornamento: 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA