CORONAVIRUS

Covid a Rebibbia, contagi fuori controllo. Le Asl vicine al collasso

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Camilla Mozzetti e Flaminia Savelli
Covid a Rebibbia, contagi fuori controllo. Le Asl vicine al collasso

Torna l’allarme Covid anche a Rebibbia. Dopo i primi casi registrati a inizio pandemia, ieri un altro focolaio nel braccio femminile. In cinque sono risultate contagiate: due detenute, due agenti di guardia e un’infermiera. Sono ora in corso tutte le procedure di isolamento e tracciamento: «Ci preoccupa l’assenza dei dispositivi di protezione individuale come la mascherina, i guanti, ma anche i plexiglass», denuncia il sindacato di Polizia Penitenziaria. Una miccia pronta ad accendersi. I primi disordini nel penitenziario di via Tiburtina si erano registrati il 9 marzo, all’indomani delle direttive per il contenimento del coronavirus.

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Oltre cinquanta persone avevano occupato il piazzale mentre all’interno, l’allarme era scattato nella mattinata quando i detenuti avevano dato fuoco ai materassi assaltando le infermerie. Dopo giorni di rivolte e disordini, per i detenuti sono stati allestiti termo strutture e triage esterni. Mentre continua a salire il numero degli studenti malati: all’istituto Santa Margherita di Savoia di San Giovanni, per due alunni positivi, tre classi sono in didattica a distanza da mercoledì. Per i compagni e i docenti è stato predisposto l’isolamento fiduciario in attesa del risultato dei tamponi. «La sua compagna di classe è risultata positiva e ora tutta la famiglia è a casa» racconta la mamma di una studentessa che ieri mattina, insieme alla figlia, era in fila al drive in della via Palmiro Togliatti: «anche il fratello non sta andando a scuola, io e mio marito siamo in smart working. Mia figlia e l’amica - spiega - sono anche uscite insieme nel fine settimana. Quindi il rischio che l’intero nucleo familiare sia stato contagiato è altissimo. Mio marito e mio figlio faranno domani il test».


LE ATTESE
Sui casi nelle scuole e gli isolamenti che ne sono seguiti, sui potenziali infetti ancora da accertare o che aspettano i risultati e sono a casa, proprio le scuole lanciano un appello alle Asl: «Bisogna accelerare sui risultati», spiega la preside del liceo Lucrezio Caro Paola Fattoretto. «Al momento abbiamo dieci studenti a casa che attendono l’esito del tampone, i tempi di risposta sono molto lunghi e questi ragazzi stanno perdendo giorni di scuola anche perché è complicato attivare la didattica a distanza per singolo studente». E i ritardi si verificano anche per “sbloccare” le classi in quarantena che restano dunque in isolamento più del dovuto come è accaduto in una sezione del liceo scientifico Righi. 


IL BOLLETTINO
Intanto ieri il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato l’ordinanza che di fatto istituisce il primo “mini-lockdown” nella provincia di Latina «tenuto conto dell’incremento dei casi registrati dal 4 ottobre - spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato - pari al 155%». Il consueto bollettino giornaliero ieri ha fatto registrare sull’intero territorio 359 positivi di cui 144 nella Capitale a fronte di 13 mila tamponi eseguiti (mille in più rispetto a quelli svolti mercoledì). Ci sono stati anche 6 decessi, mentre 81 sono le persone guarite. A fronte dell’elevata pressione nei “drive-in” saranno raddoppiati i punti di analisi e già ieri è partito il “drive-in” pediatrico (su appuntamento allo 06/33778787) del policlinico Sant’Andrea mentre sabato pomeriggio partiranno le postazioni a Guidonia, Labico e Monterotondo Scalo e lunedì a Ladispoli e Gaeta. L’Asl Roma 1 ha registrato ieri 62 casi positivi, 31 dei quali legati a un link già isolato. La Asl Roma 2, invece, nelle ultime 24 ore ha contato 55 nuovi casi di Covid-19 e infine l’Asl Roma 3 con 27 positivi. Rispetto a mercoledì salgono a 55 i ricoveri nelle Terapie intensive (il 7 ottobre il dato si fermava a 48) così come aumentano i ricoverati: in un giorno si è passati da 808 a 821. 

 

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