CORONAVIRUS

Covid Roma, «Sugli autobus è caos»: gli autisti si “armano” con lo spray urticante

Mercoledì 26 Agosto 2020
Covid Roma, «Sugli autobus è caos»: gli autisti si armano con lo spray urticante

Gli autisti dei bus di Roma si preparano alla grande ressa di settembre: le scuole che riapriranno, i mezzi nuovi che mancano all’appello, la scalcinata flotta di Atac costretta agli straordinari con la capienza sforbiciata del 40%. E le regole Covid sempre più difficili da far rispettare. «Come li tieni a distanza di sicurezza se quando arrivi alla fermata c’è già la folla? E siamo ad agosto...», commentavano per esempio due conducenti, l’altro ieri, al capolinea di piazzale Clodio, vicino al tribunale. In attesa che il Campidoglio presenti alla Regione il piano per reggere l’urto delle riaperture (non solo di elementari, medie e licei, ma anche di tanti uffici ancora in modalità smart working), gli autisti si organizzano in proprio. A colpi di spray al peperoncino. Un sindacato, la Faisa Sicel, ha già iniziato a distribuire le bombolette di urticante ai propri iscritti. A fornire le scorte è la palestra che da luglio, sempre su richiesta delle corporazioni interne, sta tenendo i corsi di autodifesa per i dipendenti Atac: lezioni di Muay Thai, la boxe thailandese, ma anche Krav Maga, un sistema di combattimento israeliano che mischia wrestling, aikido, judo e karate. Due soluzioni, i corsi di boxe e lo spray al peperoncino, per uno stesso problema - l’aumento delle risse a bordo e gli agguati agli autisti - a cui si prova a far fronte con risposte securitarie fai-da-te.

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CALCI PER UNA MASCHERINA
L’ultimo episodio di cui si ha notizia risale a quattro giorni fa: alle cinque del mattino, a Vigne Nuove, un autista del “310” è stato bersagliato di colpi da una gang di 5 ragazzini. Il motivo? Aveva chiesto d’indossare la mascherina. Non è un caso isolato. L’Italpol, la società di vigilanza delle fermate Atac, ha contato quasi 40 episodi di aggressione in un mese, tra giugno e luglio. «Il problema della violenza a bordo esiste da prima del Covid, ma ormai - spiega Claudio De Francesco, il segretario della Faisa Sicel - quasi tutte le zuffe sui mezzi pubblici avvengono per questo: calca, distanze non rispettate, mascherine non indossate dai passeggeri. Visto che l’azienda fa poco o nulla, ci pensiamo da soli».

Ecco allora le bombolette spray. Un’idea circolata già tre anni fa, a dicembre 2017, dopo una sequela di risse tra Ostia e il Tuscolano: l’Atac presentò un piano «anti-aggressioni», che includeva appunto le bombolette urticanti per quasi 6mila autisti. La partecipata assicurava «la dotazione di spray al peperoncino da inizio 2018». Invece non se n’è fatto nulla. Il progetto riemerge ora, senza l’avallo istituzionale dell’amministrazione di Virginia Raggi, né della società dei trasporti. Se la vedranno, da soli, autisti e sindacati. Anche se maneggiare con troppa disinvoltura questi strumenti può essere pericoloso.

 

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