Covid Roma, «Autisti stressati dal virus». E Atac arruola gli psicologi

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Lorenzo De Cicco

In attesa di capire come (e se) verranno rimpolpate le corse per gli studenti col soccorso dei pullman privati, l'Atac arruola psicologi. Serviranno ad alleviare lo «stress da Covid» degli autisti, alle prese col pigia-pigia quotidiano a bordo, le distanze impossibili da rispettare e le zuffe all'ordine del giorno, spesso nate per una mascherina sfilata o proprio inesistente. Al progetto anti-stress per confortare i conducenti crede molto Giovanni Mottura, commercialista con studio nel quartiere Salario, ex liquidatore di Roma Metropolitane, da inizio estate amministratore unico della municipalizzata dei trasporti, per volere di Virginia Raggi.
Dopo una girandola di iniziative dei sindacati non particolarmente gradite nel quartier generale di via Prenestina (e nemmeno in Campidoglio), come la decisione di far salire gli autisti sul ring per fronteggiare le risse moltiplicate dall'inosservanza delle regole Covid, ecco l'idea: dar vita ad un team di esperti «del comportamento», sia interni che esterni all'azienda, che sciolga tensioni e crucci dei conducenti, sfruttando appunto la psicologia. Si dovrebbe arrivare a veri e propri corsi (ma senza sedute sul lettino...). Per ora, come primo passo, Atac ha avviato analisi a campione per capire il grado di stress dei propri dipendenti. Se ne sta occupando «un Gruppo di Lavoro interaziendale» appena designato, composto in parte da funzionari già in forze alla partecipata e in parte da consulenti esterni arruolati ad hoc. Il pool, spiega Atac, «opererà in sinergia con l'Ufficio di scopo di innovazione per le Politiche Comportamentali di Roma Capitale». Gli esperti sono già al lavoro per «progetti sullo stress causato dal Covid», racconta sempre la partecipata; la stessa strategia punterebbe a ridurre «l'evasione tariffaria», vecchia piaga esplosa da quando i controllori, per ordine del Ministero dei Trasporti, non possono più salire sui mezzi.

Si rifiuta di indossare la mascherina sul tram: il conducente ferma il mezzo, 41enne denunciato


SUL RING
Mentre quindi i sindacati insegnano ai conducenti spazientiti per le baruffe a bordo come sferrare colpi di boxe thailandese (le lezioni sono state organizzate già ad agosto dal sindacato Faisa Sicel), i vertici della municipalizzata, per venire a capo delle turbe scompigliate che si accalcano sulle navette, puntano su una strategia decisamente più docile, le «tecniche di nudging», vale a dire «la spinta gentile».
Verrebbe da chiedersi: per evitare la ressa (e il conseguente stress degli addetti alla guida) non basterebbe aumentare le corse, in modo da ridurre sicuramente anche lo stress dei passeggeri? Atac sostiene che il tema degli assembramenti a bordo sia sovradimensionato. «Si sta ragionando sull'onda dell'isteria - è la versione che ha fornito l'azienda alle agenzie stampa pochi giorni fa - Il problema non è il trasporto, il problema è il Covid. È normale che per una persona che sale su un autobus di 12 metri, 50 passeggeri siano una folla». L'80% della capienza, rimarcano all'Atac, significa 4 persone per metro quadro. Ergo, «il distanziamento è fisicamente impossibile e il rischio è endemico». Di diverso avviso Francesco Vaia, il direttore scientifico dell'istituto Spallanzani, che ha espresso invece «grande preoccupazione per i trasporti pubblici» che, in città, «andrebbero raddoppiati». Ora l'Atac, insieme al Campidoglio, sta studiando come aumentare un po' la flotta, noleggiando bus privati. Un piano caldeggiato anche dal Garante per l'Infanzia della Regione, Jacopo Marzetti. La decisione arriverà in settimana, dopo un vertice con l'assessorato alla Mobilità.

 

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