Covid Roma, il medico in pensione torna in corsia a 70 anni: «Non sono un eroe, solo un dottore»

Sabato 31 Ottobre 2020 di Flaminia Savelli

«Torno in servizio perché c'è bisogno del mio aiuto. L'ho sempre fatto, anche in passato. Sono stato già a Piacenza per 21 giorni durante la prima ondata. Mi sono fatto avanti anche per Napoli, però non richiedevano la mia specializzazione. Ora qui a Roma, spero di poter dare il mio contributo. Ma non mi sento un eroe, sono solo un dottore. Meglio, un anestesista».

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Giovanni de Francisci, ha compiuto 70 anni a luglio. In pensione da 5 anni, ha lavorato al policlinico Gemelli. Nella sua lunga carriera di anestesista, ha esercitato nelle missioni umanitarie in Pakistan e Costa d'Avorio. Già volontario nella prima ondata della pandemia, oggi torna in servizio a Roma.
Come affronterà questo nuovo incarico?
«Il mio scopo è essere utile in casi di emergenza. A Piacenza dopo un primo periodo in corsia, ho prestato servizio nelle Uscar, le unità mobili. Insieme ai colleghi ci siamo compensati per le rispettive competenze ed è stata un'esperienza forte e molto intensa. Qui a Roma sono pronto ad andare ovunque sia necessario. Mi ero offerto anche per Napoli ma non cercavano anestesisti, non sono andato. In questo momento così delicato e difficile, c'è davvero bisogno di tutti. Con un impegno che però deve essere mirato»
La situazione negli ospedali della città in questo momento è molto complessa. Cosa teme?
«Ho maturato una grande esperienza durante le mie missioni e proprio perché la situazione è complessa, sento il dovere di mettermi al servizio dei malati e dei colleghi che da giorni lavorano senza sosta in corsia. Stiamo affrontando un grande prova e non dobbiamo tirarci indietro. Se un medico è nelle condizioni di lavorare, con le giuste precauzioni, può rientrare »
Molti suoi colleghi però non si sono fatti avanti anche per la paura di essere contagiati...
«Lo capisco. Però siamo prima di tutto medici e quindi dobbiamo essere pronti. Se un dottore, anche di una certa età è in buona salute, non corre rischi. Ora sappiamo come proteggerci dal virus e come tutelarci. A Piacenza ho lavorato a stretto contatto con i malati di Covid ma non ho contratto la malattia. I pazienti hanno bisogno del nostro aiuto e non possiamo tirarci indietro».
 

Ultimo aggiornamento: 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA