Covid Roma, ospedali potenziati come nel lockdown: pronti 1.700 posti letto

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Francesco Pacifico

I posti letto per i malati Covid - compresi quelli nelle strutture alberghiere per gli asintomatici - tornano quasi al numero del marzo scorso, nel pieno della pandemia. Duemila erano allora, quasi 1800 saranno attivi a breve. C'è soprattutto questo al centro del piano autunnale della Regione - l'ordinanza Fase VI che rimodula la rete ospedaliera - per affrontare una possibile recrudescenza del coronavirus. In una strategia nella quale si mischiano posti letto da ampliare in base al numero di pazienti, più camere degli hotel per evitare che gli asintomatici possano infettare parenti o amici, controlli a tappeto nelle comunità e nei luoghi più frequentati fino a un rafforzamento dell'attività ordinaria per garantire le cure ai malati non Covid. Gli stessi che nei mesi scorsi hanno disertato gli ambulatori per fare i controlli.

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Tornando alla rete ospedaliera dedicata per affrontare la pandemia, la Regione ha messo in campo 1.127 posti letto tra i Covid Hub, gli Spoke che affrontano anche le malattie infettive e i nosocomi con reparti e presidi epidemiologici. Di questi 200 sono di terapia intensiva e altri 61 di pre-terapia intensiva. A questi però vanno aggiunti 500 posti in strutture alberghiere (tra le nuove strutture in questo campo Villa Primavera, Casa San Bernardo e Urban) per ospitare pazienti dimessi ma soprattutto positivi asintomatici o soggetti che attendano l'esito del tampone, che necessitano di un luogo protetto per non rischiare di contagiare parenti, colleghi di lavoro o amici. Tutte persone che allo scoppio della pandemia venivano trasferite in ospedale oppure restavano a casa. Sommando i posti letto e quelli negli hotel si superano quota 1.700, non lontano dai numeri del marzo scorso, quando nel Lazio gli ospedali avevano riservato 2mila accessi per i malati Covid, con 450 terapie intensive. Ma all'epoca i neopositivi erano oltre il doppio dei 219 casi riscontrati nelle ultime 24 ore, mentre le vittime erano in media anche 10 volte di più e i tamponi effettuati soltanto 3mila contro i 9mila al giorno di oggi.

SISTEMA A FISARMONICA
Nella rete Covid sono presenti come hub lo Spallanzani, l'Umberto I e il Columbus-Gemelli. Tra gli spoke, i centri secondari, il Celio, l'Istituto clinico di Casalpalocco, l'Israelitico e Villa Tiberia Hospital. Nella lista degli ospedali con reparti di malattie infettive il Sant'Andrea, il Policlinico Tor Vergata, il Belcolle (Viterbo), il Santa Maria Goretti (Latina) e il Bambino Gesù. Rispetto alle ultime disposizioni per la rete Covid, i posti in terapia intensiva aumentano di una cinquantina di unità. E guardando ai positivi ricoverati e segnalati nell'ultimo bollettino (674 in posti letto ordinari e 45 in terapia intensiva) va da sé che sono stati già riempiti la metà degli accessi e un quarto delle rianimazioni. Una situazione gestibile in una fase dove l'indice Rt è intorno allo 0,85 e soltanto l'1,2 dei positivi presenta sintomi. Ma che cosa succederà con una recrudescenza del virus? «Il sistema dei posti letto - spiega Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani, è a fisarmonica: in caso di maggiori necessità, la Regione è pronta ad attivare ulteriori posti letto nelle strutture che non rientrano più nei Covid center». Strutture come il San Giovanni, il San Pietro, il Regina Apostolorum e il Vannini, dove si possono recuperare altri 300 posti. «Al di là che oggi i numeri dei contagi sono più bassi, questa scelta è legata al fatto che, rispetto a quando ci siamo trovati all'improvviso di fronte alla pandemia, non vogliamo indebolire le strutture che danno assistenza ai malati non Covid».

Ultimo aggiornamento: 07:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA