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Covid Roma, tamponi dai privati: via libera a tutti i test in cento laboratori

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Lorenzo De Cicco
Covid Roma, tamponi dai privati: via libera a tutti i test in cento laboratori

Il via libera della Regione è arrivato ieri sera: quasi 100 laboratori d’analisi privati potranno effettuare il tampone Covid tradizionale, finora appannaggio esclusivo delle Asl, e non solo i test rapidi. La tariffa resta bloccata a 22 euro. Con questa mossa, messa nero su bianco in un accordo appena firmato con le principali organizzazioni del settore, la Pisana spera di sgravare i drive-in sanitari, affollatissimi nelle ultime due settimane, con centinaia di auto in coda e un carico di lavoro crescente. La situazione difficilmente migliorerà a breve; con l’arrivo dell’influenza, la richiesta di tamponi è destinata a lievitare ulteriormente. Ecco perché la rete dei test va allargata, per ridurre le attese. Nel Lazio sono già stati autorizzati 94 laboratori privati, ma finora l’unico test consentito era quello “rapido”, che fornisce il risultato in mezz’ora, e non il tampone classico. Di fatto, solo una decina di strutture erano davvero operative.

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D’ora in poi, invece, i centri d’analisi potranno effettuare anche il tampone naso-faringeo, il più affidabile per le diagnosi di Covid, fino a ieri disponibile solo negli ospedali e nei drive-in. La procedura concordata con le organizzazioni di categoria (Federlazio, Unindustria, Ansap e Aiop), prevede che il tampone rapido venga utilizzato come primo screening per i casi sospetti. Chi risulterà positivo, potrà poi ottenere nello stesso laboratorio il tampone molecolare, senza recarsi ai drive-in. Il campione sarà sviluppato nei centri del Sistema sanitario regionale, dall’Umberto I al Sant’Andrea, al Policlinico Tor Vergata, a seconda della Asl di riferimento. Il costo? 22 euro, senza maggiorazioni in caso di secondo test per confermare la positività al virus.

I nuovi centri

L’obiettivo, spiega l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, è arrivare a 20mila tamponi al giorno. Oggi il Lazio è la regione che effettua più test in rapporto alla popolazione, circa 15mila ogni 24 ore. «La rete sarà ampliata ancora - rimarca il numero uno dell’Unità di crisi Covid - apriremo nuovi drive-in, che sono già raddoppiati nelle ultime settimane». Oggi le piazzole degli esami sono quasi sessanta in tutto il Lazio, 38 tra Roma e provincia. Un drive-in aprirà alla Cecchignola, grazie alla collaborazione dell’Esercito (potrebbe essere gestito dai medici militari, dato che le Asl faticano con le assunzioni), altri due centri saranno allestiti nello spazio dell’ex Gran Teatro in viale di Tor di Quinto e nell’area di un vecchio deposito di Atac, ormai in disuso da anni, ad Arco di Travertino. L’obiettivo è ridurre i serpentoni di auto che si snodano per centinaia di metri. Ieri mattina, intorno alle 11, si contavano 170 macchine in coda al drive-in del Labaro, altre 120 sulla Palmiro Togliatti, addirittura 270 auto erano in fila all’istituto Zooprofilattico, dietro l’ippodromo di Capannelle.

«Presto su Roma partirà una modalità di prenotazione online per gestire al meglio i flussi - ha annunciato ieri D’Amato - basterà inserire su una piattaforma dedicata il numero di tessera sanitaria, il numero della ricetta dematerializzata e indicare una fascia oraria». La sperimentazione partirà in 3 centri delle Asl: quello del Santa Maria della Pietà, poi il drive-in della Palmiro Togliatti e quello di Casal Bernocchi. «Se la prenotazione online funzionerà e aiuterà e a migliorare gli afflussi - riprende D’Amato - sarà estesa a tutta la rete regionale».  

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