Covid Roma, nuovo allarme al Tribunale: una cancelliera positiva, chiudono uffici IV sezione

Sabato 19 Settembre 2020 di Marco Carta

Si è trovata di fronte all'uomo sbagliato, nel momento sbagliato. O forse qualcosa non ha funzionato nei protocolli di sicurezza. E anche se non si può parlare di focolaio, ora nella cittadella della giustizia di Piazzale Clodio l'allerta è alta. È stata infatti trovata positiva al coronavirus un'impiegata della IV sezione: aveva avuto contatti con un avvocato che, la scorsa settimana, aveva scoperto di essere positivo. E ora per i colleghi più a rischio, quelli che per giorni hanno lavorato a stretto braccio con la donna, il presidente del tribunale Antonino La Malfa ha imposto lo smart working, in attesa di ulteriori disposizioni da parte della Asl.

Covid, picco contagi: ipotesi zone rosse. Iss: «Segnali di allerta»

Covid, Crisanti: «Lazio vero modello anti virus, una vergogna assegnare il summit a Milano»

LA COMUNICAZIONE
Tutto ha inizio il 9 settembre, quando il legale, dopo aver scoperto di essere positivo, allerta i dipendenti del tribunale che si erano interfacciati con lui nei giorni precedenti: «Ho appena ricevuto l'esito del tampone, mi dispiace». Nella cancelleria della IV sezione, dove è avvenuto il contatto, si cerca di ricostruire l'incontro a ritroso. Sono due i dipendenti con cui l'avvocato si è intrattenuto per consultare un fascicolo. Il protocollo, dall'esplosione dell'epidemia, prevede che tutti indossino la mascherina per i corridoi di palazzo di giustizia, in particolare chi è a contatto con l'utenza. Ma qualcosa, forse, non è andato per il verso giusto. L'ufficio viene sanificato, i due dipendenti vengono messi in quarantena cautelativa. E, sottoposti a tampone, uno di loro è risultato positivo. Il responso è arrivato giovedì sera e immediatamente a Piazzale Clodio è scattata l'allerta. Si è cercato di ricostruire i movimenti della donna, stilando una lista di persone con cui era entrata in contatto. Per il futuro, gli occhi sono tutti puntati sulla sicurezza: una campagna a tappeto di tamponi e test sierologici fra gli oltre 1300 lavoratori, promossa dalla presidenza del tribunale, ha permesso in questi mesi di contenere l'emergenza Covid-19 fra le aule: i pochissimi casi di positività - si contano sulle dita di una mano - sono stati tempestivamente individuati e isolati.

LE ANOMALIE
I dispenser con il gel per igienizzare le mani sono appesi praticamente ovunque, anche se in alcuni casi la sostituzione del detergente non è tempestiva (soprattutto a ridosso delle aule monocratiche). La presenza del pubblico ai processi in aula continua a non essere regolata da norme univoche. Ma la vera anomalia è quella dei varchi di accesso di Piazzale Clodio, dove ogni giorno entrano ed escono centinaia di persone a cui non viene misurata la temperatura. Dal ministero della Giustizia non sono ancora stati inviati i termoscanner. Senza contare che la polizia penitenziaria all'ingresso non è stata autorizzata a svolgere questo compito. E quello che dovrebbe essere un primo filtro per individuare i casi sospetti, di fatto, viene a mancare. Il rischio di fronte all'aumento di contagi è evidente: ieri i casi positivi individuati a Roma sono stati 108. Due mesi fa erano stati solo 18, di cui la metà proveniente dal Bangladesh. Dopo il lockdown di marzo, a settembre, con la ripresa dell'attività ordinaria, la cittadella giudiziaria è quasi tornata a operare a pieno regime. E i corridoi del palazzo di giustizia più grande di Italia sono di giorno in giorno sempre più affollati dal continuo viavai di imputati, avvocati e magistrati. «Il Tribunale civile ha già a disposizione i termoscanner», afferma il presidente La Malfa. A piazzale Clodio arriveranno nelle prossime settimane.

Ultimo aggiornamento: 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA