Diabolik, Gaudenzi fa i nomi dei killer di Piscitelli: «Ucciso per il contrabbando in Africa»

Martedì 10 Settembre 2019 di Giuseppe Scarpa

«Non sono un pentito e non voglio collaborare con la giustizia. Voglio solo vendicare la morte di Diabolik e di Maurizio Terminali», un uomo che sarebbe scomparso in circostanze misteriose durante l'estate a Brescia. Fabio Gaudenzi non ha dubbi di fronte ai magistrati. Quello che potrebbe diventare il supertestimone dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, ieri ha fatto i nomi delle persone che lui ritiene essere i mandanti dell'assassinio di Terminali prima e di Diabolik dopo. E sì, perché, l'estremista di destra legato a Massimo Carminati sostiene che gli autori dell'omicidio del capo degli Irriducibili, sono gli stessi che, un mese prima, hanno ucciso a Brescia Terminali, anche lui un camerata come il resto dei protagonisti di questa vicenda.

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I TRAFFICI
Il motivo sarebbe da ritrovare in traffici clandestini: «È una storia di contrabbando ha detto agli investigatori che attraversa l'Africa e l'Arabia Saudita fino ad arrivare in Europa». Poi ha messo sul tavolo degli inquirenti foto dei viaggi in aereo oltre il Mediterraneo e nomi dei presunti responsabili dei due omicidi. Persone da ricercare anche fuori dai confini della criminalità organizzata, nella grande industria. «Preciso ha continuato Gaudenzi che non si tratta di droga». Sul resto dell'interrogatorio, durato oltre cinque ore, è calato il sipario: i magistrati, i pm Giovanni Musarò e Nadia Plastina, hanno secretato il verbale.

I COLLEGAMENTI
A Brescia sarebbe morto un fascista, amico di Gaudenzi, ufficialmente per cause naturali. In realtà per quest'ultimo assassinato. Un mese dopo è stato ucciso nel parco degli Acquedotti, Diabolik. Gaudenzi temeva di essere il terzo della lista. Per questo si è deciso a parlare. Il braccio destro di Carminati, condannato per usura a due anni e otto mesi nel processo Mondo di mezzo, ha paura. Gaudenzi si sarebbe incontrato con Terminali a inizio estate, proprio per evitare il tragico epilogo. La riunione non avrebbe sortito l'esito voluto data la morte prima del bresciano e poi di Piscitelli. Questo l'avrebbe spinto a fare i nomi dei mandanti. Se si tratta di farneticazioni lo stabiliranno gli inquirenti. Di certo Guadenzi, come emerge anche dalle carte dell'inchiesta Mondo di Mezzo, era un uomo di Carminati. Inoltre la condanna che aveva incassato riguardava una faccenda di usura in cui era vittima un imprenditore Filippo Maria Macchi, oggetto degli strali di Gaudenzi nei video inseriti il 2 settembre su YouTube. Ebbene Macchi avrebbe utilizzato i denari per acquistare oro da comprare in Africa e trasportate via aereo in Europa. Sempre Gaudenzi poi conosceva bene, come rivelano diverse intercettazioni agli atti dell'inchiesta Mondo di Mezzo, gli albanesi. Ovvero la batteria di criminali di cui Diabolik si sarebbe servito, almeno fino al 2012, per gestire lo spaccio a ponte Milvio.
Il suo curriculum nella mala gli consentirebbe, effettivamente, di essere a conoscenza di segreti inconfessabili. Di certo il video che ha postato lo scorso due settembre su YouTube in cui sostiene di essere a conoscenza delle persone che hanno ordito l'omicidio di Diabolik non gioca a suo favore. Di fronte allo smartphone che registrava la sua performance Gaudenzi, volto coperto da passamontagna e pistola in pugno, è sembrato a tratti delirare. «Non siamo mafiosi ma fascisti la mafia e la droga ci fanno schifo». Nel filmato sostiene, inoltre, di fare parte di un gruppo «elitario di estrema destra» denominato I fascisti di Roma Nord di cui non c'è traccia e del quale, tuttavia, farebbero parte lo stesso Carminati, Piscitelli, Luca e Fabrizio Caroccia (conosciuto come er Mortadella ex ultras romanista così come il fratello) Maurizio Boccacci e Riccardo Brugia.
 

Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA