Roma, fiamme in una casa Ater: 50enne muore soffocato

Martedì 16 Febbraio 2021 di Alessia Marani
Roma, fiamme in una casa Ater: 50enne muore soffocato

Forse volevano scaldarsi e il sospetto è che abbiano acceso un fuoco che non sono riusciti a tenere a bada. Nell’appartamento al nono piano di un palazzo dell’Ater in via Giuseppe Lipparini, al Laurentino 38, l’utenza elettrica era staccata da tempo, da quando i regolari assegnatari anni fa avevano lasciato l’abitazione. Chi l’altra notte si trovava all’interno abusivamente potrebbe avere provato a collegare una stufa a un allaccio posticcio o ad accendere un piccolo fuoco che poi non è più riuscito a controllare, fino a che le fiamme non hanno invaso la stanza in cui dormiva Stefano Alunno, romano di 49 anni. L’uomo ha provato a salvarsi e a raggiungere il pianerottolo del palazzo, ma non ce l’ha fatta, è morto intossicato dalle esalazioni di fumo. 
I DUBBI
La donna che era con lui, S. C., 40 anni, si è salvata, ha riportato ustioni al volto e in preda a un principio di intossicazione è stata trasportata all’ospedale Sant’Eugenio dove si trova tuttora ricoverata. Prima di salire sull’ambulanza ai poliziotti, subito accorsi sul posto insieme con i Vigili del fuoco, ha detto di avere «lasciato accesa una candela» e che forse il rogo è partito proprio da là. Ma gli agenti del IX Distretto Esposizione non sono convinti che tutto possa essere partito solo da una candela. Le indagini sono solo all’inizio e gli specialisti della Scientifica hanno repertato elementi utili all’inchiesta. L’appartamento era stato segnalato, in passato, anche per la possibile presenza di tossicodipendenti. Nel rogo sono deceduti anche il cane e un gatto che erano in casa. L’abitazione è stata dichiarata inagibile dai pompieri ed è stata posta sotto sequestro dal magistrato. Gli altri residenti, invece, sono potuti rientrare nelle loro abitazioni.
LA PAURA
L’incendio è scoppiato intorno alle 2,30 della notte tra domenica e lunedì. In pochi minuti gli ultimi piani della “torre”, formata da 14 livelli, sono stati invasi da un fumo nero e denso. «Stavo dormendo - racconta l’inquilina del decimo piano - quando ho sentito come uno scoppiettio. Ho visto letteralmente le serrande della mia finestra iniziare a squagliarsi lambite dalle fiamme che arrivavano dal piano di sotto. Ho urlato, siamo subito usciti di casa. L’aria era già irrespirabile e faceva male alla gola. Con altri inquilini abbiamo provato a portare aiuto ma era troppo tardi». Una signora che ha una bambina piccola è sconvolta: «Scendevamo le scale tenendola per mano, siamo dovuti passare davanti al corpo di quell’uomo, sul ciglio della porta, già esanime, è stato terribile». Il palazzo è stato evacuato dagli equipaggi delle volanti mentre i vigili del fuoco, intervenuti con le squadre dei distaccamenti dell’Eur, dell’Ostiense e del Tuscolano, un’autobotte, l’autoscala e il carro teli, hanno spento le fiamme e messo in sicurezza lo stabile. «Siamo rimasti fuori ore - dicono ancora alcuni residenti - nella notte più fredda di Roma. Un incubo». In via Lipparini, oltre ai soccorritori e agli inquirenti, sono arrivati anche i funzionari dell’Ater che si sono messi a disposizione delle autorità per ogni chiarimento. 
IL DISAGIO
Su quell’abitazione al nono piano erano, infatti, arrivate diverse segnalazioni per uno strano via vai di persone, italiane e straniere. S. C. ha raccontato di essere subentrata nella casa dopo che la stessa era stata lasciata da una zia, la legittima assegnataria all’epoca. Ma alle domande di censimento non aveva mai risposto. Forse la vittima, che lavorava al bancone di gastronomia di un supermercato, aveva chiesto ospitalità e l’uso di una stanza in cambio di denaro. Una situazione di disagio e povertà che ha portato alla morte del 49enne.

 

Ultimo aggiornamento: 01:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA