Prova a incassare Gratta e vinci falso: una sessantenne a processo per truffa

Venerdì 2 Luglio 2021 di Francesca De Martino
Prova a incassare Gratta e vinci falso: una sessantenne a processo per truffa

Un biglietto falso, una donna che si convince del contrario e il tentativo di intascare una vincita mai esistita del valore di cinquecento mila euro. Ora rischia un'accusa per tentata truffa ai danni dello Stato. Aveva provato a vincere con un biglietto falso cinquecento mila euro al gratta e vinci mentre era in vacanza a Roma e, invece, si è beccata una denuncia. E per questo è finita a processo per tentata truffa Giuseppa Santoro, una sessantenne di origini calabresi. Il 29 giugno, davanti al pubblico ministero Gianluca Mazzei, si è aperto il procedimento e sono stati sentiti due testimoni vicini alla donna: la figlia e l'amico da cui l'imputata era ospite in vacanza a Roma. I fatti risalgono al 13 maggio 2017.
Qualche giorno prima del suo arrivo nella Capitale, la donna avrebbe trovato e raccolto nel parcheggio di un centro commerciale di Oppeano un biglietto del Nuovo Miliardario, consumato dalle ruote delle auto che l'avevano calpestato. Ma, a suo dire, si riuscivano a leggere lo stesso le cifre vincenti e il biglietto, ai suoi occhi, valeva solo dieci euro.

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LA RICOSTRUZIONE
Era insieme alla figlia e lo voleva dare a lei per restituirle i soldi della benzina, ma la ragazza l'ha rifiutato. Così l'avrebbe tenuto con sé in borsa per ritrovarlo qualche giorno dopo quando era arrivata a Roma per una vacanza. Anche lì si trovava in compagnia della figlia e non si sarebbe accorta del valore del biglietto finché non gliel'avrebbe fatto notare l'amico da cui era ospite. Anche a lui lo voleva regalare per ridare i soldi del carburante dell'auto. E così aveva fatto. A guardarlo bene, però, l'uomo si sarebbe accorto che il biglietto valeva una vincita di cinquecento mila euro. Da lì l'uomo l'avrebbe accompagnata a cambiare il biglietto fortunato. Gli operatori hanno avviato tutte le procedure di rito e hanno chiesto un Iban alla signora, che ha dato quello della figlia. Dopo poche settimane necessarie per le verifiche del caso, la Lottomatica si è accorta però che quel biglietto era falso e che dunque la vincita non poteva essere pagata.


IN AULA
La figlia e l'amico dell'imputata, in aula, hanno parlato di «ingenuità»: secondo loro il biglietto sarebbe stato già contraffatto da ignoti. L'accusa, però, contesta alla signora la tentata truffa «perché con artifizi e raggiri consistenti nel presentare il pagamento della vincita un biglietto della lotteria istantanea Nuovo Miliardario - si legge dagli atti - con la sostituzione dell'area di gioco Numeri Vincenti compiva atti idonei ad ingannare il personale operante». 

La difesa dell'imputata, rappresentata dall'Avvocato Valentina Romoli, sostiene invece che si tratti di accuse ancora non provate: «In sede di esame la mia assistita ha avuto modo di chiarire la propria posizione e la propria estraneità alle accuse contestate - sottolinea Romoli - Tengo a precisare che la falsità del biglietto in questione, raccolto in un parcheggio di un supermercato da parte della mia assistita, è ancora lungi dall'essere stata provata.  Rimaniamo fiduciosi e sereni in attesa degli ulteriori sviluppi di questa vicenda processuale».

 

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 13:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA