Omicidio Sacchi, la fidanzata del killer: «Spariti i soldi della droga»

Sabato 18 Luglio 2020 di Michela Allegri

Prima dell’omicidio pensava solo ai soldi che si sarebbe potuto mettere in tasca in pochi minuti: insieme a Paolo Pirino, Valerio Del Grosso aveva in programma di rubare 70mila euro a Giovanni Princi, Anastasia Kylemnyk e Luca Sacchi, prendendo il denaro senza dare loro in cambio i 15 chili di erba che, secondo gli inquirenti, avrebbero voluto comprare. Alla ragazza che frequentava da pochi giorni, ma che conosceva da una vita, Del Grosso faceva promesse in grande stile: «Vedrai, ti porto alle Maldive», diceva qualche ora prima di uccidere Sacchi con un colpo di pistola alla testa. Le cose sono andate diversamente, lo scorso ottobre, ed è stata proprio quella stessa ragazza a raccontarlo ieri in aula, durante l’ultima udienza del processo per l’omicidio dell’Appio Latino, con i due pusher di Casal Monastero e Marcello De Propris sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio volontario: nessuno di loro avrebbe trovato i soldi.

«Dopo l’omicidio, Valerio di disse che al massimo si poteva permettere di portarmi a Nepi. Si lamentava perché nello zaino che avevano rubato non avevano trovato denaro», ha detto in aula Giorgia D’Ambrosio, che all’epoca frequentava Del Grosso. Un testimonianza che aveva già reso in fase d’indagine, ma che era stata secretata nella parte che riguarda il mancato ritrovamento delle mazzette di banconote. Ma se Del Grosso e Pirino non li hanno presi, che fine hanno fatto i 70mila euro che, secondo la pm Nadia Plastina, il gruppetto avrebbe offerto agli spacciatori per procedere all’acquisto? Una delle ipotesi è che Princi, il regista dell’operazione - lui e Anastasia sono a processo per la tentata compravendita di marijuana - li abbia nascosti nell’auto della fidanzata di Luca, spostata in fretta e furia mentre il ragazzo stava morendo in ospedale.

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«È SUCCESSO UN CASINO»


Per il resto, la D’Ambrosio non ha aggiunto nuovi dettagli. «Valerio mi disse che era successo un casino e che aveva sparato a una persona», ha detto la ragazza, ricostruendo la notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso. Era stata proprio lei a confessare ai carabinieri dove si trovava Del Grosso e a consentirne l’arresto. «Mi ha detto che non voleva sparare, la pistola serviva solo per spaventarli, quella sera diceva di non essersi nemmeno reso conto di avere colpito il ragazzo, ha appreso tutto dai giornali», ha specificato la giovane, che poi ha ribadito davanti ai giudici della I Corte d’Assise la versione data quando era stata sentita per la prima volta dagli inquirenti nelle ore successive all’omicidio: almeno tre persone, tra le quali Del Grosso, le avevano detto che nello zaino non c’erano soldi. I 70mila euro erano stati mostrati da Princi a due emissari di Del Grosso davanti al pub John Cabot, all’Appio Latino. E i pusher, secondo l’accusa, avevano deciso di derubare gli acquirenti. Si erano fatti prestare una pistola da De Propris, Pirino aveva colpito Anastasia con una mazza e le aveva sottratto lo zaino. Quando Luca aveva reagito, Del Grosso gli aveva sparato.
 
 

LO ZAINO 


Poi, i due erano fuggiti, convinti di avere in tasca una montagna di soldi. «All’interno dello zaino invece c’erano degli involucri di un paio di centimetri, uno o due e contenevano marijuana. Ho visto anche diverse sim per cellulare», ha detto la D’Ambrosio. Giovedì ci sarà la prossima udienza: verranno sentiti la madre e il fratello di Del Grosso. Erano stati loro a denunciarlo quando avevano scoperto dagli amici del ragazzo quello che era successo.

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