Meningite, muore 15enne romano all'Umberto I: non era vaccinato

Meningite, muore ragazzo di 15 anni a Roma: non era vaccinato
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Aveva 15 anni ed era uno studente dell'Istituto alberghiero Amerigo Vespucci a Roma: colpito da meningite, il ragazzo è morto ieri nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Policlinico Umberto I a poche ore dal ricovero. Immediatamente sono scattate le procedure di profilassi per i familiari e gli amici che erano stati in contatto con lui. Cordoglio e vicinanza alla famiglia è stata espressa dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. 

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La profilassi, ha reso noto l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, è stata estesa anche preso la scuola frequentata dal ragazzo ed è stato contattato il Miur per estenderla pure alle persone entrate in contatto con il giovane attraverso uno stage formativo svoltosi nei giorni scorsi. Si attendono ora gli esiti degli esami per l'identificazione del sierotipo del meningococco, che saranno eseguiti all'Istituto nazionale per le malattie infettive Inmi-Spallanzani. Il ragazzo non risulta essere stato vaccinato per la meningite, malattia dovuta all'infiammazione delle membrane che rivestono il cervello (le meningi) provocando gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte. Proprio gli adolescenti, sottolinea l'epidemiologo dell'Università di Pisa PierLuigi Lopalco, «sono una fascia a rischio per quanto riguarda la meningite da meningococco, ma sono disponibili vaccini per tutti i ceppi che sono efficaci e sicuri. Purtroppo in questa fascia di età il rischio c'è, anche se non è così alto come sembra, si parla di un caso ogni centomila abitanti, mentre nei bambini è più alto».

 

 La meningite è però prevenibile con la vaccinazione, che non è obbligatoria: in alcune regioni, spiega l'esperto, «è attiva l'offerta vaccinale gratuita anche agli adolescenti. Questo dipende dalla disponibilità economica delle singole Regioni. Se la propria regione non lo offre, si può comunque chiedere il vaccino al proprio medico di base e farlo privatamente». La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo per gli adolescenti. La meningite può essere provocata sia da batteri sia da virus: quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente ai germi emofilo tipo B, pneumococco e meningococco. Può dunque essere determinata da germi assai vari che colpiscono in maniera episodica, difficilmente prevedibile, attraverso portatori sani, la cui identificazione è importantissima per sviluppare azioni di contenimento.

Ogni anno, in Italia si registrano circa 300 casi della tipologia più grave, mentre la letalità è di circa il 10% nei casi dovuti a pneumococco e del 12% nei casi da meningococco, che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C. Il consiglio, afferma anche l'ex presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi, «è dunque quello di vaccinare sia i bambini sia gli adolescenti che non lo siano già. Come Iss ed io personalmente - rileva - avevamo suggerito l'obbligatorietà anche per il vaccino anti-meningite nell'ambito della legge sull'obbligo vaccinale per l'iscrizione a scuola. Così non è stato ma l'offerta di tale vaccinazione dovrebbe comunque essere attiva e gratuita in tutte le regioni, anche se nella pratica ciò non accade». La meningite, conclude Ricciardi, «resta una malattia endemica e va ribadito che, a livello individuale, è prevenibile solo con la vaccinazione»​.
Martedì 15 Gennaio 2019, 13:41 - Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 07:49
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