Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Fiumicino, moria di pesci sul litorale romano: in fuga dal Tevere grossi siluri e carpe che invadono darsena e canali

Giovedì 26 Agosto 2021 di Umberto Serenelli
Un gigantesco pesce siluro nel canale di bonifica di Fiumicino

In fuga dal Tevere giganteschi pesci siluro e grosse carpe si mettono in salvo riparando nella darsena di Fiumicino e soprattutto nel canale di bonifica che collega l’approdo all’idrovora di Isola Sacra. Non è invece andata bene per altre specie visto che nel tratto di mare tra Fregene e Maccarese, in prossimità della foce dell’Arrone, la Capitaneria di porto ha registrato una moria. Tante specie prive di vita vengono spinte dalle onde anche sulla costa di Ostia, dopo il porto di Roma. Intanto, continua la presenza di pesce in un fondale di circa mezzo metro del fosso che scorre nel parco di Villa Guglielmi dove si sono catalizzate le attenzioni di molti curiosi. L’acqua torbida del fossato non favorisce il movimento degli enormi esemplari che si muovono tra tartarughe marine e grosse nutrie che stanno circondando la carcassa di un siluro morto di circa 2 metri.  È trattenuto dalle alghe al centro dell’alveo ma attorno banchettano le specie che vivono abitualmente nel corso lungo circa 500 metri prima di intubarsi e sfociare in darsena.

 

La curiosità è tanta e è quindi iniziata la corsa a scattare foto o a filmare con il cellulare l’insolito fenomeno, notato ieri anche lungo la superficie della darsena tra le imbarcazioni da diporto ormeggiate. Come accaduto gli anni passati questa migrazione si registra con le prime piogge nella Capitale che lavano terreni agricoli, dove è forte la presenza di diserbanti, che vengono spinti nei canali e si immettono poi nel Tevere mietendo vittime tra la fauna. Questa è una delle ipotesi più attendibili per cui l’istinto di sopravvivenza ha portato siluri e carpe a rifugiarsi, oramai da anni, nella darsena e ora addirittura a risalire i canali che lasciano dopo lo scampato pericolo per risalire il fiume e tornare nel loro habitat. Ora la preoccupazione maggiore è rivolta all’arrivo di pesci morti sul litorale romano e in particolare sulle carcasse dei grossi siluri che poi stazionano in darsena o sulla battigia delle spiagge la cui rimozione diventa molto impegnativa.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA