Roma, dodicenne massacrato di botte dai bulli nei bagni della scuola: choc a Pisoniano

Domenica 22 Novembre 2020 di Massimo Sbardella
Dodicenne massacrato di botte dai bulli nei bagni della scuola: choc a Pisoniano

Un dodicenne di Gerano è stato malmenato durante la ricreazione dai compagni di scuola a Pisoniano (tra la valle dell’Aniene e i Monti Prenestini): ha un labbro rotto, due costole fratturate e servono accertamenti su polmone e colonna vertebrale. Un atto gratuito e immotivato, sul quale cerca di fare piena luce la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo intercomunale Pisoniano, la scuola in località Sassa costruita dalla Regione Lazio per riunire, in un unico plesso, tutti gli alunni (dalla materna alle medie) dei comuni di Cerreto Laziale, Ciciliano, Gerano, Pisoniano, Sambuci e Saracinesco. Costata 3 milioni e 600 mila euro ed inaugurata il 21 settembre scorso, doveva offrire ad oltre 300 bambini della Valle del Giovenzano una sede moderna, tecnologica e funzionale dove crescere e imparare nel modo migliorare. Venerdì mattina, invece, è diventata teatro di un’aggressione di una violenza inaudita, che poteva avere conseguenze anche più gravi. Quando, durante la ricreazione, il bambino è entrato nei bagni è stato avvicinato da tre o quattro compagni di scuola che, senza alcun motivo, hanno iniziato dapprima a provocarlo per poi ad aggredirlo. Fisicamente piccolo e minuto, il 12enne è stato sopraffatto dalla violenza del branco e colpito ripetutamente con calci e pugni. 

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I SOCCORSI
Subito è stato soccorso e portato in ospedale, con tumefazioni sul volto, due costole fratturate e diversi lividi sul corpo. Attualmente si trova a casa con la famiglia ma domani mattina, per scrupolo, il bambino verrà sottoposto ad accertamenti nell’ospedale di Tivoli per individuare eventuali, ulteriori, danni. I genitori, sconvolti, hanno sporto denuncia ai carabinieri della Compagnia di Subiaco che ora indagano per individuare i responsabili e capire le cause dell’aggressione. Resta il fatto che, in una zona tranquilla e lontana dalla frenesia delle grandi città, l’episodio ha colto tutti di sorpresa, creando malessere e sgomento. Non a caso, tutti i sindaci dell’Unione dei comuni Valle del Giovenzano hanno diffuso una nota congiunta di condanna contro il bullismo. Nello scritto Danilo Luciani, sindaco di Gerano, il paese dove vive il ragazzino, Gina Panci di Cerreto Laziale, Massimiliano Calore di Ciciliano, Enzo Aureli di Pisoniano, Marco Orsola di Saracinesco e il commissario prefettizio di Sambuci esprimono, innanzitutto, «vicinanza al ragazzo vittima della violenza e alla sua famiglia» per poi ammettere: «L’accaduto ha suscitato, giustamente, molta impressione e preoccupazione nell’opinione pubblica, confluita in parte in valutazioni incentrate sulla questione dei controlli e della sicurezza». «L’attività di controllo - affermano i sindaci, chiamando al proprio ruolo le famiglie - non può deresponsabilizzare la comunità demandando colpe e oneri solo sugli operatori della scuola. La questione, al di là del singolo episodio, riguarda un progetto educativo che deve coinvolgere tutti gli adulti del nostro territorio che, come genitori, zii e nonni, devono sentirsi in dovere di far assumere apertamente ai minori le loro responsabilità senza difenderli sempre e a ogni costo». «Un fatto grave che ha scosso le coscienze di tutti - aggiunge il sindaco di Gerano - Il bullismo è un male ancora troppo diffuso. Siamo tutti responsabili, noi adulti, dell’educazione, dell’esempio e dei valori che trasmettiamo alle future generazioni». 

 

Ultimo aggiornamento: 09:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA