Ragazzo morto a scuola a Roma, la madre: «Gli ho affidato mio figlio, me lo dovevano ridare vivo»

Giovedì 20 Maggio 2021
Ragazzo morto a scuola a Roma, la madre: «Gli ho affidato mio figlio, me lo dovevano ridare vivo»

Angela Mattiello, madre di Stefano Bacigalupo, 13 anni, morto a Roma nel 2017 mentre stava andando in cortile per la ricreazione, per cui la procura ha chiesto l'archiviazione per suicidio, è stata intervistata questa mattina al giornale radio delle 8.00 su Rai Radio1 da Bruno Sokolowicz. «Io spero che finalmente ci sia un'indagine seria che esplori tutte le ipotesi: un inseguimento, una lite, una colluttazione. Io voglio ricostruire i fatti. La giustizia non mi ha mai dato una risposta. I fatti non sono stati accertati. Ritengo che ci sia una innegabile responsabilità della scuola alla quale io ho affidato mio figlio e me lo dovevano ridare vivo all'uscita». 

Studente morto in diretta durante la Dad. Matteo aveva comprato sostanze sul web

LA VICENDA 

A quanto è stato ricostruito, il ragazzino si era staccato dal gruppo compagni che scendevano in cortile per la ricreazione ed è risalito. Ha poi scavalcato la ringhiera della scala antincendio dell'istituto Santa Maria e si è lanciato nel vuoto. «Ha detto ciao a tutti e poi si è lanciato», avevano raccontato alcuni ragazzi uscendo da scuola. In classe i carabinieri della compagnia piazza Dante, che indagavano sulla vicenda, hanno ritrovato un suo biglietto d'addio: poche parole per esprimere il tormento di un adolescente «molto sensibile», dicono i compagni. Un dissidio poco manifesto e poco visibile tanto che i suoi compagni di terza media, ascoltati dai militari, lo vedevano «allegro e solare». Parole usate anche dal suo amico del cuore. Il pm Elena Neri aveva proceduto per istigazione al suicidio, un'ipotesi configurata per svolgere una serie di accertamenti a tutto campo. 

Ultimo aggiornamento: 14:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA