Reddito, a Ostia spunta il boss Spada nelle liste del Caf per il sussidio

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di Mirko Polisano

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Ci sono anche gli Spada in fila ai Caf per poter prenotare il loro reddito di cittadinanza. La famiglia di origini sinti partita dall'Abruzzo negli anni'50 e che ora, nonostante una condanna in primo grado per «associazione mafiosa», continua a dettare legge a Ostia, sul mare di Roma, vuole il sussidio economico.
Ieri, così come nei giorni scorsi, gli Spada si sono recati in uno dei Caf di Ostia e hanno preso appuntamento per compilare il modello Isee, documento preliminare per poter poi presentare la domanda per il reddito di cittadinanza. «Almeno tre nuclei della famiglia Spada - fanno sapere dal Caf della Cisl di Ostia - hanno preso appuntamento per la compilazione dell'Isee, il documento è senz'altro prerogativa per poter chiedere poi il reddito di cittadinanza».

Al via la domanda del Reddito di cittadinanza ma senza la ressa agli sportelli

IL COGNOME
Un cognome pesante che è rimbombato nei locali del centro di assistenza fiscale di Ostia, dove il nome Spada non può passare inascoltato. Una famiglia i cui componenti sono stati più volte condannati per reati come estorsione e minacce con l'aggravante del metodo mafioso. Tra questi c'è anche Roberto Spada, il reggente del clan - secondo i pm - e autore della testata nei confronti del giornalista Rai. Gli Spada presenteranno il loro Isee al centro di assistenza fiscale di Ostia e, con il documento alla mano proveranno a chiedere il reddito di cittadinanza. I tre nuclei familiari degli Spada si sono recati negli uffici per chiedere di poter dimostrare il proprio reddito.
 
 


I BENI
Molti appartenenti alla famiglia risultano proprio nullatenenti. Già le indagini della magistratura hanno accertato come locali e macchine di lusso fossero intestate a persone «prestanome» così come le case che sono quelle del Comune di Roma occupate abusivamente o con la forza. L'associazione criminale, condannata in primo grado per mafia, è peculiare proprio per il suo carattere familiare e che continua a spadroneggiare a Ostia, nonostante gli arresti e le operazioni delle forze dell'ordine che hanno «decapitato» i vertici del clan.
E in una strategia familiare, complice l'omertà e il «potere di assoggettamento», il sodalizio si è ricavato un ruolo cruciale a livello economico e criminale sul mare di Roma. «La sussistenza della associazione mafiosa - si legge nella sentenza di primo grado nei confronti del clan - è desumibile dalla circostanza che un numero significativo di soggetti, quasi tutti legati da rapporti familiari, hanno agito in accordo tra loro per la commissione di un numero indeterminato di reati particolarmente gravi». A Ostia, ieri, si è registrata l'affluenza tra le più alte della Capitale. E da ieri anche gli Spada attendono un appuntamento.
 
Giovedì 7 Marzo 2019, 07:28 - Ultimo aggiornamento: 07-03-2019 13:58
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