Rifiuti a Roma, è emergenza: «Una discarica in città, sì a Monte Carnevale»

Mercoledì 21 Luglio 2021 di Francesco Pacifico
Rifiuti a Roma, è emergenza: «Una discarica in città, sì a Monte Carnevale»

Scomparsa dai radar tra inchieste giudiziarie e problemi autorizzativi, torna in campo l’ipotesi di aprire una discarica a Monte Carnevale. Cioè nel territorio di Roma Capitale e poco lontano da Malagrotta. A rilanciare il progetto è la Regione Lazio. Che sulla carta, cioè il suo piano dei rifiuti, non ha il potere di indicare i siti dove collocare gli invasi, ma può solo quantificare le quantità di rifiuti da trattare e smaltire e il tipo di impianti necessari.

Ma le cose potrebbero cambiare a breve, perché la giunta Zingaretti dà per certo che a fine mese sarà costretta a commissariare il Campidoglio sui rifiuti. E di conseguenza, accanto alla necessità di trovare nuovi sbocchi o di controllare che Ama costruisca gli impianti previsti nel suo piano industriale, proprio il nuovo commissario avrà anche il compito di decidere dove collocare il nuovo catino nel territorio romano. Come prevede lo stesso piano regionale nel nome del principio di autosufficienza: cioè ogni territorio del Lazio deve trattare e smaltire i rifiuti raccolti nei propri confini.

 

 

Rifiuti, l'iter per la discarica

La discarica di Monte Carnevale è stata autorizzata il 31 dicembre del 2019 dalla giunta di Virginia Raggi, dopo lunghe polemiche e traccheggiamenti tra Pisana e Campidoglio. In un’ex cava della zona l’imprenditore Walter Lozza, titolare della Mad, aveva chiesto di poter costruire un invaso da 1,4 milioni metri cubi, proponendo il via libera da subito soltanto per un invaso da 70mila tonnellate, così da evitare di dover sottostare alla Via, alla valutazione d’impatto ambientale, e per velocizzare i tempi.

Poi, quando i lavori per allestire il sito erano già iniziati, ecco nel marzo scorso un’inchiesta della Procura di Roma che ha portato all’arresto di Lozza e della dirigente regionale Flaminia Tosini, con le accuse di corruzione e concussione anche legate al via libera per questo catino. E tanto è bastato a Roma Capitale per ritirare la delibera del dicembre 2019, sostenendo che non ci sono aree idonee in città.

 

Il progetto, come detto, è tornato però d’attualità, con l’ultima emergenza rifiuti nella Capitale, mentre Comune e Regione continuano a litigare sulla necessità di fare o meno una discarica a Roma. Sia durante l’ultimo vertice in Prefettura sia in quello al ministero della Transizione, la rappresentante della Pisana si è scagliata contro quella del Campidoglio chiedendo perché nel 2019 la Città Metropolitana, sempre retta da Virginia Raggi, aveva inserito quell’area tra quelle disponibili e adesso, come altri 6 punti in città, nelle cartografie ufficiale non ce n’era più traccia. In attesa di una risposta ufficiale, da via Cristoforo Colombo spiegano che, con il commissariamento di Roma Capitale, si potrà utilizzare lo strumento già usato per riattivare il catino di Albano Laziale, un’area privata con un’autorizzazione non ben definita: cioè un’ordinanza emergenziale.

Qualcosa in più si capirà nelle prossime settimane, che coincidono con la campagna elettorale e che vedono anche Roberto Gualtieri, il candidato del Pd appoggiato da Zingaretti, che finora non ha parlato della possibilità di fare una discarica a Roma. Intanto, tornando all’invaso di Albano Laziale, il sindaco Massimiliano Borelli ha dato mandato allo studio Borrè di coadiuvare l’avvocatura comunale per presentare entro domani ricorso al Tar contro l’ordinanza della Città Metropolitana per riaprire Ronciglione.

 

Ultimo aggiornamento: 16:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA