A Roma torna l'allarme incendi: 4 in un giorno. La Prefettura, pool contro i roghi tossici

Mercoledì 15 Luglio 2020 di Laura Bogliolo e Camilla Mozzetti
A Roma torna l'allarme incendi: 4 in un giorno. La Prefettura, pool contro i roghi tossici

Roma brucia, le sterpaglie, alte, non tagliate, prendono fuoco e bloccano prima Roma Ovest fino a lambire il territorio di Fiumicino, poi colpiscono Tor Sapienza, luogo tristemente noto per i roghi del campo nomadi di via Salviati mentre la Prefettura valuta di attivare un pool interforze per combattere i roghi tossici.
Ieri, quattro roghi nel giro di poche ore, strade chiuse, uscite del Raccordo impraticabili per il fumo, traffico impazzito fino a Roma Sud dove un incendio (sempre di sterpaglie) ha creato disagi su via Ardeatina, poco dopo il Santuario del Divino Amore. L'incendio più devastante si è registrato a Boccea. Le fiamme hanno iniziato a propagarsi nella zona tra Montespaccato e via Brava dove c'è un terreno agricolo che ha preso subito fuoco: hanno dovuto interrompere l'erogazione di energia elettrica per sicurezza. Sul posto, elicotteri, due autobotti dei Vigili del Fuoco e i mezzi della Protezione civile.

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Il fumo ha invaso le strade tra via Cornelia e via Nazareth, arterie chiuse al traffico dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Moltissimi bus nella tratta Torrevecchia-Battistini sono stati deviati e Roma Ovest è rimasta paralizzata per diverse ore. Poco prima delle 18 ancora fiamme, stavolta l'incendio è scoppiato lungo una scarpata all'altezza del Raccordo: è stata quindi chiusa al transito la complanare, uscita Pisana. I vigili del Fuoco non escludono che l'incendio sia collegato al mega rogo di Boccea. Il fumo ha invaso la carreggiata esterna altezza Casal Lumbroso: sono state chiuse quindi le uscite Casal Lumbroso e via del Pescaccio. Traffico impazzito e rallentamenti anche sull'altra carreggiata. Fiamme anche al confine con il territorio di Fiumicino. E intanto ieri in video conferenza si è tenuto un Tavolo richiesto alla Prefettura dal Campidoglio che ha chiamato a raccolta polizia, carabinieri, vigili del fuoco, forestale e polizia municipale.

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IL TAVOLO
I dati sugli incendi di rifiuti nell'ultimo semestre non sono rassicuranti: da gennaio a giugno nella Capitale ci sono stati all'incirca 240 incendi di rifiuti (con una media di 40 roghi al mese) e di questi 200 - ovvero l'83% - si sono verificati nelle prossimità o all'interno dei campi nomadi tollerati e non con una media, in questo caso, di 33 episodi al mese. Dati che hanno fatto scattare un campanello d'allarme e spinto la Prefettura a lavorare sull'istituzione di un pool interforze coordinato dalla Questura con il compito di risalire la filiera dello smaltimento dei rifiuti per cercare di ridurre il numero dei roghi. Perché la riflessione è presto detta: serve a poco continuare a spegnere le fiamme degli incendi se non si interrompe il meccanismo alla base che li origina e che, considerata la prossimità con i campi nomadi, lascia supporre l'esistenza di un sistema ancora abbastanza florido di illeciti. Le fiamme che avvolgono i rifiuti per rendere indietro materiali come ferro e rame da vendere nel mercato nero e che divampano quasi sempre nelle discariche abusive. Come quella scoperta ieri dai finanzieri al Prenestino in un terreno di mille mq dove erano stoccate 25 tonnellate di immondizia.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 07:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA