Addio a Enzo Totti, la città si stringe intorno al Capitano: «Un romano come noi»

Martedì 13 Ottobre 2020 di Raffaella Troili

Non era solo il papà di Totti, Roma non piange il genitore anonimo del suo capitano, ma quell'uomo in disparte, sornione, autentico «un romano come noi». La notizia della morte per covid del signor Enzo Totti, ricoverato allo Spallanzani, colpisce tutti, tifosi e non, sui social sulle pagine della Roma arrivano messaggi di affetto senza sosta, perfino da Palermo. Cuori e condoglianze dedicati a Francesco. Olga Dominici: «Il tuo papà sarà con te è solo diventato il tuo angelo custode»; Marco: «2 anni fa ho provato lo stesso dolore... un abbraccio forte...», Luce: «La città di Roma e tutti i romani si stringono a te, Francesco. Mai solo» e «lassù volevano che qualcuno insegnasse a creare capolavori».

Dai social alla strada, ai club. In via Vetulonia dove la famiglia Totti è vissuta a lungo al civico 18, a pochi metri dalle Mura latine, gli amici storici rimasti sono affranti. C'è chi si occuperà dei funerali, pare al Divino Amore, chi ha contattato la famiglia. «Francesco mi mandò un telegramma quando è morto papà a nome di tutta la famiglia, voglio ricambiare», dice alla cassa del bar Lustri, Sonia Lustri. Tutti ricordano la mamma più estroversa, che portava il figlio a giocare, il papà più defilato, sempre a lavorare. Lo sceriffo, rimasto un uomo semplice e genuino, nonostante il successo in casaa, dall'Appio all'Axa, nella villa di Walter Chiari, tifoso sfegatato della Roma, amante della cucina. Bambino Giuliani nel suo Bimbi bar i ricordi li tiene per sè, ma ha visto crescere il capitano ed è andato a vedere le partite con il padre: «Ha fatto tanti sacrifici per il figlio. E quando i genitori non potevano lo ho portato io a Trigoria, aveva 12 anni. E' rimasta un'amicizia genuina: poco prima del lockdown Francesco è passato, era un po' preoccupato per la salute del padre, ma poi trova sempre il modo di scherzare con tutti, non ho capito...».

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Anche l'attore e regista Massimo Ghini è spiazzato: «Sono stato a festeggiare il compleanno di Francesco pochi giorni fa, tra pochi amici, a sorpresa, non c'era nessuno della famiglia. Ora con il senno di poi forse capisco. Ho sempre visto mister Totti con il figlio, era l'allenatore familiare, persona straordinaria che ha saputo guidare il giovane Francesco. Con i piedi per terra, mai cambiato: capisco come anche il figlio dietro quest'aria bonaria e ragazzina sia in realtà solido e forte». Paolo Cento, di Sinistra Italiana e presidente del Roma club Montecitorio (520 iscritti) sottolinea «la romanità semplice del papà di Francesco, che se ne va in questo momento drammatico. Sappiamo quanto Francesco gli era legato, da lui ha ricevuto in dote l'umiltà, gli siamo vicini e nel rispetto delle misure troveremo il modo di far sentire la nostra solidarietà». Gli fa eco Fabrizio Grassetti presidente Utr: «Perdiamo una persona imponente, sempre presente all'Olimpico senza darsi arie anzi con un fare confidenziale e amichevole. Un romano autentico, di Trastevere, un vero capofamiglia. Lo stadio è chiuso, però forse uno striscione si può mettere, il problema è a chi darlo per esporlo».
 

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