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Roma, assalto alla Cgil, chieste 6 condanne. I pm: «Fu devastazione»

Lunedì 21 Marzo 2022 di Michela Allegri
Roma, assalto alla Cgil, chieste 6 condanne. I pm: «Fu devastazione»

L'accusa è pesante, così come le condanne chieste dalla Procura di Roma, considerando che i sei imputati giudicati ieri hanno scelto il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena. Secondo la pm Gianfederica Dito, i sei hanno avuto «un ruolo attivo e primario» nel blitz alla sede della Cgil avvenuto il 9 ottobre scorso nella Capitale, nell'ambito di una manifestazione indetta per protestare contro il Green pass. E per questo motivo il magistrato ha sollecitato pene comprese tra gli 8 e i 6 anni e mezzo. Le accuse sono devastazione e resistenza a pubblico ufficiale. Tra gli imputati che hanno scelto il rito alternativo c'è Fabio Corradetti, figlio della compagna di Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova già a processo con rito ordinario insieme a Roberto Fiore. Per Corradetti la Procura chiede 8 anni di reclusione. La stessa pena è stata proposta anche per Massimiliano Ursino, leader palermitano di Forza Nuova, Roberto Borra e Massimiliano Petri. Una condanna a 6 anni e 6 mesi di carcere è invece stata chiesta per Francesco Bellavista e Federico Trocino.

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Nel procedimento si sono costituite parte civile la Cgil e l'Associazione nazionale partigiani. Negli atti della Procura si legge che Corradetti faceva parte di un gruppo composto da circa 50 persone «che aveva avuto un ruolo decisivo nel creare criticità per l'ordine e la sicurezza pubblica» e per «produrre violenti scontri, in particolare tra coloro che avevano forzato gli sbarramenti a Piazzale Flaminio». La sentenza per è prevista il 7 giugno, mentre il 28 marzo, davanti ai giudici della prima sezione collegiale, riprenderà il procedimento principale nel quale sono imputate 8 persone.

 

Nella lista dei testimoni depositata sono citati, tra gli altri, il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, il parlamentare Vittorio Sgarbi e il segretario della Cgil, Maurizio Landini. Oltre Fiore e Castellino a processo ci sono anche Luigi Aronica, ex Nar, e Pamela Testa, militante di Fn. Fiore è accusato di avere avuto il ruolo del leader nel blitz avvenuto a Corso d'Italia. Quel giorno Castellino si era rivolto ad alcuni agenti intervenuti dicenco: «Portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi».

La manifestazione era iniziata in modo pacifico, tra le vie del centro storico. Poi era sfociata nella violenza quando, dal palco di piazza del Popolo, alcuni imputati avevano annunciato di voler assediare la Cgil. Decine e decine di persone erano riuscite ad entrare nella sede di Corso Italia, devastando gli uffici. Gli imputati erano stati identificati dalla Digos grazie all'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza.

Ultimo aggiornamento: 19:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA