Roma, donna trovata morta in casa. Indagato il figlio: «Non sono stato io»

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Stefano Cortelletti
Roma, donna trovata morta in casa. Indagato il figlio: «Non sono stato io»

C'è un indagato per la morte di Graziella Bartolotta, la 68enne trovata senza vita martedì pomeriggio nel bagno della sua casa di Tor San Lorenzo, ad Ardea, in una pozza di sangue e con una profonda ferita alla testa. Si tratta del figlio della vittima, Fabrizio Rocchi, 48 anni, l'ultimo ad aver visto la madre viva, la mattina della tragedia. L'uomo era certo di essere il sospettato numero uno, ma fino a mercoledì sera non risultava formalmente oggetto di indagine. Ieri mattina i militari della compagnia di Anzio si sono presentati presso la sua villetta trifamiliare di via del Pettirosso, la stessa in cui al piano superiore abitava la madre, per notificargli l'elezione di domicilio, su delega della procura di Velletri. «Un atto dovuto», fanno sapere gli inquirenti. L'ipotesi di reato è gravissima: omicidio.

 

 

Il giallo

Sono tanti i punti da chiarire. La donna, vedova da qualche anno, aveva problemi di salute e si muoveva in casa aiutandosi con un deambulatore. Due volte la settimana aveva l'assistenza domiciliare della Asl, gli altri giorni si affidava alle cure di una badante, tale Loredana, quarantenne romena. È stata lei a trovare il corpo senza vita di Graziella e a chiamare Fabrizio, il maggiore dei figli di Graziella l'altro vive nella Capitale con compagna e figlie in quel momento al lavoro all'Infernetto, a Roma. A contattare il 112 invece sarebbe stato un vicino di casa. Fabrizio non può più parlare della vicenda con nessuno. Gli sono stati sequestrati cellulare, vestiti, furgone e anche l'auto che ieri mattina era stata noleggiata da Rocchi in un'agenzia di Ardea. C'è un avvocato d'ufficio che ha assunto le difese dell'uomo in attesa della nomina di un legale di fiducia. Anche il telefono della moglie, così come quello della badante, sono ora in mano ai carabinieri. Ieri pomeriggio il 48enne indagato è stato accompagnato nuovamente in caserma per essere interrogato dal sostituto procuratore Vincenzo Antonio Bufano insieme anche alla donna che le ha noleggiato l'auto. Le ferite sulla testa della donna, troppo profonde e non compatibili con la caduta, farebbero propendere per una aggressione. Tuttavia, non ci sarebbe traccia dell'arma del delitto, né sarebbe chiaro il movente. Secondo Fabrizio Rocchi, la madre prendeva molte medicine e nel tentativo di lavarsi sarebbe caduta battendo contro qualche spigolo. Una versione che non trova al momento riscontri.

 

 

 

Dalla casa non mancherebbe nulla, non ci sono segni di effrazione, ma c'è da dire che le finestre della casa erano aperte e il muro di cinta si scavalca senza problemi. Un eventuale malvivente sarebbe potuto entrare da lì. Eppure, le telecamere private del condominio hanno ripreso solo il passaggio del figlio: «Sono entrato una prima volta per salutare mamma, ci siamo presi un caffè e abbiamo fumato una sigaretta ha raccontato Fabrizio mercoledì sera l'ho salutata e sono uscito, ma mi ero accorto di aver dimenticato il planning degli appuntamenti, così sono rientrato in casa, l'ho preso e sono riuscito».

 

Video

 

Erano le 8.45. Da quel momento più nessuno sarebbe entrato in quella casa, fino all'arrivo di Loredana alle 15. Lo dicono i testimoni e anche le immagini della videosorveglianza. «I carabinieri mi hanno chiesto se avessi ucciso mia madre dice ancora Fabrizio no, non l'ho uccisa, non avrei mai potuto farlo, abbiamo comprato casa vicini così da potermi prendere cura di lei. Mi hanno anche detto che facevo bene a confessare, se sono davvero io il colpevole. Avrei fatto solo tre anni di carcere anziché trenta, ma io tutto quello che sapevo l'ho detto. Se devo farmi trent'anni, mi farò trent'anni ma non posso confessare un crimine che non ho commesso». Rocchi ha anche giustificato i graffi su volto e braccia, altro elemento che ha insospettito gli inquirenti. «Sono un giardiniere, sto lavorando alla manutenzione di un roseto», ha spiegato.

 

 

L'autopsia

Intanto il corpo della donna è al policlinico di Tor Vergata. Il sostituto procuratore Bufano ha conferito ieri sera al medico legale l'incarico per l'autopsia, che sarà svolta nella giornata di oggi e grazie alla quale i carabinieri di Anzio sperano di diradare la nebbia che avvolge ancora la vicenda.
 

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