Roma, passa con il rosso sulla Colombo: Alessandro muore a 24 anni, gravi i due amici

Lunedì 12 Luglio 2021
Roma, passa con il rosso sulla Colombo: Alessandro muore a 24 anni, gravi i due amici

Morire poco più che ventenni per un semaforo non rispettato. È quello che è successo all'alba di ieri sulla Cristoforo Colombo. A perdere la vita Alessandro Rega, 24enne di Dragona che era a bordo di una Smart For Four con altri due amici, mentre la conducente di un'altra auto - una Ford Ka - è rimasta illesa, anche se sotto choc.

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LA DINAMICA
L'impatto violento e fatale si è registrato all'altezza di via del Canale della Lingua. La Smart viaggiava - sembrerebbe da quanto ricostruito dagli inquirenti - a velocità molto sostenuta. La carreggiata è quella di centro, direzione Roma. Un incrocio dietro l'altro, il piede sempre fisso sul pedale dell'acceleratore. Come in un gioco, come in una roulette russa. Fino a quel maledetto semaforo, quando l'auto ignora il rosso e sfreccia centrando in pieno la Ford Ka. La donna alla guida dell'utilitaria resta inspiegabilmente illesa anche se è sotto choc: «Mi hanno travolto, mi sono piombati addosso - ripete di continuo agli agenti del X Gruppo Mare intervenuti sul posto per effettuare i rilievi del caso - è stato come un proiettile». A confermare questa versione dei fatti ci sarebbe anche un testimone, che è stato sentito dalla municipale e le sue dichiarazioni sono state messe a verbale dai caschi bianchi. Parole che coincidono con gli esiti dei primi accertamenti svolti dagli uomini del X Gruppo Mare. Terribile lo schianto. Ad avere la peggio le persone a bordo della Smart, finita contro un albero e, stante al racconto dei testimoni, praticamente distrutta. Uno dei passeggeri, Alessadro Rega, 24enne di Dragona, muore sul colpo, mentre gli altri due sono rimasti gravemente ferite. Portati al Grassi, vista la gravità della situazione, i giovani, di età compresa tra i 20 e i 30 anni sono state trasferiti al San Camillo. Illesa invece la donna alla guida della Ford Ka, portata al Grassi per accertamenti. La Smart ha terminato la sua corsa contro uno dei tanti pini a margine della carreggiata. In un primo momento, difficile anche riuscire a risalire all'identità della vittima e delle altre persone coinvolte: nessuno di loro - al momento dell'impatto - aveva i documenti. Circostanza particolare che ha colpito anche l'attenzione degli investigatori, arrivati sul posto con quattro pattuglie.

 


I DUBBI
Perché i tre non avevano documenti? La macchina sulla quale viaggiavano è risultata essere intestata a una società e da lì un primo elemento per arrivare all'identificazione. E perché quella Smart non si è fermata al rosso del semaforo? Distrazione? Sonno oppure uno stato alterato? Questo lo stabiliranno le indagini visto che gli agenti del X Grupp Mare hanno fatto disporre tutti i test necessari per capire le condizioni di lucidità di chi fosse al volante. I tre amici, molto conosciuti nel quadrante tra Ostia, Dragona e Acilia, sembrerebbe avessero trascorso la serata insieme tra locali sul mare - che assomigliano sempre più a discoteche - e forse qualche consumazione di troppo. Così per tutta la notte - appare da una primissima ricostruzione - fino a mettersi in macchina intorno alle sei e a prendere la Colombo in direzione Roma. «La Cristoforo Colombo si trasforma ancora una volta in una strada pericolosa - dicono Raffaele Paciocca, RSU CISL FP e Andrea Venanzoni, Dirigente CISL FP - Ogni intersezione diventa un potenziale pericolo, e il lavoro della polizia locale si rende improbo e soprattutto teso solo ad accertamenti ex post, nella impossibilità di intervenire in chiave preventiva. In questa prospettiva, per ottimizzare le risorse della polizia locale e garantire maggiore sicurezza, oltre agli irrinunciabili interventi infrastrutturali, Roma approvi un regolamento generale sulla videosorveglianza utile per presidiare anche la Colombo e permettere un monitoraggio in tempo reale dei flussi e delle criticità e aiutare la ricostruzione ex post, per attribuire le responsabilità, a volte penali. Inoltre si potenzino le dotazioni strumentali e l'organico del Comando del X Mare, posto che i rilievi di incidenti simili implicano tecniche investigative e numeri di personale non banali».
Mirko Polisano
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Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 06:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA